Savona. “Che fine ha fatto il bitume?”. Se lo chiede la capogruppo di Noi per Savona Daniela Pongiglione, dopo il silenzio seguito a lunghi periodi in cui si discuteva di creare un deposito tra l’abitato del centro verso l’area portuale. Un progetto che poi decadde anche se il sospetto che quanto uscito dalla porta possa rientrare dalla finestra sempre più suscita timori sopratutto tra la minoranza consiliare. Per questo in una sua sintesi sull’argomento la Pongiglione chiede che se ne discuta prima del referendum in modo che ci sia ancora la competenza della Regione ad opporsi eventualmente al progetto. Cosa che non potrebbe più fare se passasse il 4 dicembre il sì al pacchetto di riforme costituzionali che prevede anche la modifica del Titolo V sulle autonomie e non solo la riforma del Senato.
Spiega Daniela Pongiglione: “Noi per Savona, con un’interpellanza, ha chiesto notizie della pratica- bitume di cui non si è più sentito parlare e ha invitato il Sindaco a sollecitare la Regione e il Ministero affinché il problema venga risolto Prima del referendum, in quanto, con la modifica del Titolo V, i Comuni e le Regioni perderebbero il diritto di opporsi alle Opere imposte dallo Stato.
Si è fatto riferimento alle dichiarazioni del capo gruppo FI in Regione Vaccarezza, del presidente Toti, nonché del Sindaco Caprioglio che (nel consiglio sul bitume dell’agosto 2015 e poi in campagna elettorale) si sono impegnati a trovare una soluzione per il deposito, anche mediante una delocalizzazione.
Il sindaco si era studiata la pratica, ma alcune informazioni erano un po’ di parte.
Ad esempio, non era al corrente di tutte le deroghe concesse alla Bit, nonché di quanto previsto dal Piano Regolatore Portuale che, nel bacino di Savona, non ammette prodotti petroliferi.
Il sindaco ha informato che la Regione ha richiesto un “tavolo di monitoraggio del livello realizzativo del progetto”, tavolo poi rinviato.
Il Comune ha sollecitato la Regione a organizzare l’incontro e a negare la firma dell’intesa col Ministero.
Perciò, nonostante i buoni propositi dichiarati, non è ancora detto che il problema bitume sia risolto! C’è una chiara inazione della Regione che non ha ancora risposto al Ministero, nonostante quest’ultimo le abbia inviato tutta la documentazione. E il tempo stringe: se vincesse il SI’ si potrebbe verificare che il deposito, considerato impianto strategico (nonostante non possa legittimamente stare nel bacino di Savona) venga imposto dal Governo!”.






