Savona. Quattro allenatori in due anni. Dal 2014 ad oggi si sono avvicendati sulla panchina biancoblu: Arturo Di Napoli, Antonio Aloisi, Giancarlo Riolfo e Maurizio Braghin, la cui esperienza sotto la Torretta è durata soltanto sei mesi. L’ex mister savonese commenta così l’epilogo della sua avventura ligure: ” E’ stata una separazione consensuale, una scelta condivisa. Sono cose che nel calcio succedono ed io sono un uomo di calcio e le accetto. Purtroppo è finita perchè sono venuti a mancare i presupposti per continuare insieme. Mi spiace tantissimo, è stata una scelta reciproca senza rancore. Non voglio entrare nei dettagli, lo so che quattro partite sono poche ma contano i risultati”.
L’impressione è che la sconfitta contro la Sanremese sia stata l’inzio della fine. Aver subito una battuta d’arresto cocente dalla squadra allenata dall’ex Riolfo ha incrinato il rapporto tra tecnico, squadra e società. Ma su questo Braghin è categorico: “No, assolutamente. Sono tutti bravi ragazzi, con loro non ho avuto problemi. Dopo quella sfuriata sono ripartito con la fiducia di squadra e società. Ripeto, purtroppo i risultati non sono arrivati: tre sconfitte consecutive in casa sono davvero tante”. Le cause? : “Ingenuità, sfortuna, errori….se oggi avessimo tre punti in più si farebbero altri discorsi, ma purtroppo non li abbiamo. Savona è una piazza importante e la società va di fretta, si sono verificate situazioni che hanno condotto a questo epilogo che credo sia il migliore per entrambi.”
Braghin era arrivato a Savona a metà marzo dopo l’esonero di Riolfo, chiamato a salvare il salvabile non riuscì ad evitare la caduta nei dilettanti pur ottenendo qualche buon risultato. La nuova società a luglio aveva scelto di proseguire con lui: “Quando arrivai a Savona dissi che mi sarebbe piaciuto riportare un po’ di serenità soprattutto dopo la retrocessione. Rimanere è stata una scelta che rifarei”. Il futuro è un’incognita: “Fino a giugno non potrò più allenare”. In bocca al lupo, di cuore.






