Loano. Storie di “ordinaria maleducazione” registrate, purtroppo, troppo spesso sul territorio. Nei locali pubblici a Loano in questi ultimi giorni rimbalzano come un tam-tam triste e a volte, persino comico, ma sempre segno indiscutibile di cattiva socialità, poco rispetto per gli altri.
Situazioni raccontate e viste, a volte anche immortalate dai telefonini e fatte girare in rete con commenti poco gentili. “Ne capitano di tutti i colori in questo periodo – racconta Emma B. che gestisce una boutique nel carruggio loanese – la maleducazione è all’ordine del giorno: persone che entrano in negozio senza salutare, prendono vari capi da provare in camerino e poi lasciano tutto ammassato come se si trattasse di stracci, a volte persino macchiati … Escono senza salutare, senza un “grazie”, veramente avvilente. L’aspetto peggiore – sottolinea – è che, chi si comporta così, si considera padrone assoluto e non prova neppure vergogna. Fortunatamente si tratta solo di pochi casi, ma ultimamente il numero di comportamenti poco etici è aumentato.
“Depilarsi le gambe all’interno del bar – racconta ancora il gestore di un caffè – non mi pare appropriato, così come fare la pedicure mentre si sta in attesa allo sportello bancario, eppure queste cose succedono quotidianamente, e non sono un segno di civiltà”.
“Dalla vetrina del mio negozio – afferma Francesco R. – mi è capitato di vedere mamme che incoraggiano i bambini piccoli a fare i propri bisogni sui tombini e, a turno con gli altri commercianti ci rechiamo a versare acqua e disinfettante per ripulire. Scoraggiante”.
Sarà che ad agosto in Riviera si riversano tante, troppe persone, tutti affamati di vacanze, giustamente meritate ed attese da un anno intero. No comment. Sono episodi che si commentano, mi pare, ampiamente, da soli.






