Genova. Approvata dal consiglio regionale la legge sul commercio anche Rete a Sinistra ha espresso il suo parere e ha scelto l’astensione:
«Le modifiche alla legge sul commercio, che riaprono le porte alla grande distribuzione- ha spiegato Gianni Pastorino – hanno avuto un iter particolarmente complesso e condizionato almeno all’inizio da elementi ideologici particolarmente negativi. La Giunta, infatti, ha dovuto fare retromarcia dopo le critiche pesanti evidenziate dagli enti locali e dalle associazioni di categoria, quindi ha modificato completamente l’impostazione di partenza. Se da una parte è un fatto positivo impostare la programmazione regionale con la determinazione di criteri, piuttosto che attraverso l’individuazione dei nuovi siti per la grande distribuzione, dall’altra questo cambio di paradigma avvenuto nel giro di 20 giorni dimostra quanto meno uno stato confusionale della giunta di centrodestra.
Oggi siamo di fronte a un testo stravolto e che ha cambiato pelle; per fortuna, aggiungiamo. Certamente le critiche espresse dagli enti locali e dalle associazioni di categoria sono state particolarmente pesanti e incisive: in questo senso, bene aver inserito criteri di contribuzione economica per l’utilizzo del territorio, qualche passo avanti per la salvaguardia dei centri storici e qualche garanzia in più per il piccolo commercio. Manca purtroppo un ragionamento più generale sulle questioni del lavoro nella grande distribuzione: un tema che prima o poi la Regione dovrà affrontare.
Ma certamente il testo approvato oggi poteva essere molto migliore, grazie ad alcune modifiche ulteriori che noi abbiamo presentato unitamente ad altri gruppi consiliari. Accogliere gli emendamenti avrebbe dato la misura di un lavoro condiviso, un segnale di grande rigore molto positivo; perché qui si tratta del modello di sviluppo che vogliamo per il nostro territorio. Invece, come al solito, ha prevalso una logica a colpi di maggioranza, che non ha permesso un confronto più ampio sul testo. In conclusione ci siamo astenuti: il provvedimento sta in piedi, ma si poteva fare molto di più».Conclude Pastorino.





