Uncategorized

Perché mi piace l'idea del crocifisso in consiglio comunale a Savona e perché il Pd, ancora una volta, dovrebbe mostrare un po' di coraggio

Qualcuno, nella maggioranza di centro-destra a Savona, ha proposto di appendere un crocifisso nell’aula del consiglio comunale (dove peraltro volteggia, da decenni, indisturbato, un fascio littorio).
Apriti cielo.
Sono intervenuti addirittura i fantomatici esponenti dell’Unione atei e agnostici che in una nota hanno sottolineato la “contraddittoria cristianità di alcuni esponenti della maggioranza che quando non si tratta di affiggere crocifissi  appaiono assai poco caritatevoli verso gli ultimi, ad esempio verso i migranti” .
Dunque il crocifisso, per quelli dell’Unione, non si deve mettere perché in consiglio c’è qualche peccatore. Qualche sedicente cristiano che non si comporta come tale. Sarebbe come dire che tutte le chiese vanno abbattute perché, nei secoli, qualche cattivo prete, o sacrestano, o chierichetto ci ha messo piede. Almeno una volta.
Mi piacciono quelli dell’Unione, perché straparlano. E soprattutto perché parlano di cose di cui non possono sapere nulla. Perché non ci credono a priori. E perché mettono insieme gli atei (quelli che negano l’esistenza di Dio) agli agnostici (che la considerano possibile, ma si sentono inadatti a comprenderla).
Io, essendo frate e uomo di Chiesa, sono favorevole al crocifisso nell’aula del consiglio comunale. Dipendesse da me, lo metterei dappertutto. Nelle scuole, negli uffici pubblici, sugli autobus e sui treni, nelle stazioni della metropolitana e negli aeroporti, nelle caserme dei carabinieri e nelle stazioni di polizia. Magari vicino al ritratto del presidente Mattarella. Perché voglio bene a Gesù Cristo (e a Mattarella), ovviamente, ma anche, e soprattutto, per un’altra ragione.
Nel 1942 Benedetto Croce scrisse un breve saggio che s’intitola Perché non possiamo non dirci “cristiani”. In quel testo spiega: “sono profondamente convinto e persuaso che il pensiero e la civiltà moderna siano cristiani, prosecuzione dell’impulso dato da Gesù e da Paolo”.
Dunque, la nostra civiltà, non può non dirsi cristiana. Compresa quella degli atei e degli agnostici.
Dunque, perché non “segnare” il nostro territorio con i “nostri” simboli?
Che sono i simboli del coraggio delle proprie idee e della propria idea di civiltà?
Spero che il Pd non la faccia troppo lunga su questa faccenda e accetti la proposta di appendere il crocifisso in aula. E che, ad Albenga, si decidano a dedicare – auspice lo stesso Pd – una strada ad una grande italiana come Oriana Fallaci.
Se non volete farlo per padre Jacques, fatelo almeno per don Benedetto.

Informazioni sull'autore del post