L’estate è davvero una stagione paradossale e crudele.
Porta tutti – anche noi di Sherwood – a cercare la leggerezza. Ma la leggerezza non è mai abbastanza.
Oggi avrei voluto dare il premio “Sceriffo di Nottingham” al sindaco di Albisola Superiore, Franco Orsi.
Orsi aveva un problema: quelli che bivaccano sulle aiuole della sua cittadina. E lui lo ha risolto in modo geniale. Invece di chiamare la celere, i vigili in assetto da sommossa, o di ordinare Tso ai vacanzieri incivili, ha spostato l’orario di irrigazione delle aiuole all’ora della pennichella. E così, senza atti di forza, niente riposino e problema risolto. Chapeu.
Mi ha ricordato il mai dimenticato Marco Melgrati, già sindaco di Alassio, che fece sradicare le panchine del centro per impedire le soste notturne (e, soprattutto, diurne) dei senzatetto.
Un’altra buona notizia arriva da Savona. I fuochi d’artificio sono salvi. Nonostante i tagli all’acqua minerale imposti dalla sindaca Ilaria Caprioglio, i soldi per lo spettacolo pirotecnico sono stati trovati. Quelli dei bagni marini – anche se la direttiva Bolkenstein li farà fuori nel 2020 – fanno ancora una certa paura. Chapeau alla Caprioglio e ai bagni marini.
Due notizie estive, di quelle che una volta riempivano le pagine dei giornali. E che facevano discutere sulle rotonde. E che ci facevano stare bene. Perché davano la misura dell’estate. Una stagione fatta di niente.
Poi ne arriva un’altra, in queste ore: 106 licenziati alla Bombardier.
E l’estate, ancora una volta, mostra il suo volto crudele. Perché tante e troppe nefandezze vengono fatte quando s’immagina che la gente sia stordita dal sole, dal mare e dalle granite.
E ci torna in mente quella vecchia canzone di Bruno Martino che faceva più o meno così: “Odio l’estate / il sole che ogni giorno ci donava / gli splendidi tramonti che creava / adesso brucia solo con furor”.
Ecco, io oggi, all’ombra degli alberi di Sherwood, odio l’estate.




