Ad Albissola Marina, un tipo del quale ignoriamo l’identità ma intuiamo lo stile di vita, ha montato una tenda su un’aiuola a due passi dalle Nature di Lucio Fontana.
Ovviamente se ne sono accorti in tanti. E tante foto sono state scattate e pubblicate sui social. Poi, con i loro tempi imperscrutabili, pare si siano fatti avanti i vigili urbani.
Il declino di Albissola Marina è sintetizzato tutto in quelle plastiche fotografie. Una tenda da 2o euro e un uomo panzuto sdraiato sull’erba, dove normalmente passeggiano i cani, con tutto quel che ne segue.
Mi viene in mente, pensando ad Albissola e alle tende, Asger Jorn, il genio di Vejrum, il Michelangelo danese. Quando arrivò in Riviera si sistemò in un terreno sulle alture. Pare di proprietà di Carlo Cardazzo e Milena Milani, ma la cosa è (oltre che oziosa) controversa. Utilizzò, per i suoi primi giorni albisolesi, proprio una tenda.
Poi, cominciò a cambiare il mondo dell’arte. E non solo Albissola.
Da una parte, dunque, un rozzo turista, dall’altra un maestro dell’arte contemporanea. In mezzo, una tenda.
In questa bizzarra e violenta estate, l’episodio ha qualcosa di irresistibilmente metaforico. Che molto ha a che fare con il resistibile declino di una perla della Riviera.
Qualcuno prova ad andare controcorrente: la brava vicesindaca Nicoletta Negro, l’inesauribile Antonio Licheri del Circolo degli artisti, qualche maestro (Giannici, Pagliaro, Bernat), ma il declino sembra senza fine.
Spente le luci sulle star (e, soprattutto, starlette) del circo letterario radical-chic italiano, calate in Riviera a spacciare i loro libri freschi di stampa, poco resta.
Restano i bagliori delle tivù che spuntano dalle finestre delle seconde case abitate da gente che vuol stare tranquilla, un “budello” buio e con le botteghe sprangate, qualche giovinastro alticcio che fa casino e suona i campanelli, e qualche cafone che mette su casa in un’aiuola. Appunto.
Temo che sia il caso di fare qualcosa di più.
A parte far lavorare i vigili urbani.




