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Renato Giusto e la poltrona che si allontana, Ilaria e le prime fibrillazioni di un centro-destra che guarda a ponente (e non a Savona)

Stamattina sono uscito da Sherwood. Non ne avevo molta voglia, a dire il vero, perché sapevo che a Savona fa caldo. E con il saio, d’estate, non è una gran cosa stare sotto il sole. Anche se i sandali aiutano.
Si parla ancora, in città, delle ultime elezioni. Anche perché la prossima settimana ci sarà il debutto del nuovo consiglio comunale che, tra le altre cose, dovrà eleggere il suo presidente.
La carica non è che porti bene. In anni recenti è stata ricoperta da Marco Pozzo e Giuseppe Casalinuovo. Oggi precocemente pensionati dalla politica. Eppure è importante. Tenere a bada il consiglio, in alcuni momenti, può salvare un’amministrazione. Bisogna saperci fare.
Sembrava destinato allo scranno più alto il medico Renato Giusto. Non esattamente uno di primo pelo. Ma con una buona esperienza di vita consiliare. E anche di trasmigrazioni da un gruppo all’altro.
Eppure, stando alle ultime, pare non ci sia trippa. E il buon Giusto sembra destinato a sedere in mezzo alla truppa leghista in consiglio. Uno tra i tanti.
Quanto durerà? Poco. Una paio di sedute. Al massimo.
I portatori d’acqua mugugnavano, stamattina. Ma come, dicevano, noi ci siamo fatti il mazzo e ci abbiamo messo la faccia e poi arriva in giunta Ripamonti, agente immobiliare di Alassio e attuale segretario provinciale del Carroccio? Senza parlare della Guarnieri, già sindaco (peraltro non irresistibile) di Albenga. Ma come, noi ci mettiamo la faccia e poi in giunta ci mettono gente che non sa neppure dov’è piazza Sisto?
Ilaria Caprioglio ha cominciato bene. Gentile, amichevole e sensibile. Ha un sorriso per tutti. E questo, in una città ripiegata su se stessa, conta ancora qualcosa.
Ma la giunta è una grana. Grossa come una casa.
Qualsiasi cosa farà scontenterà qualcuno. E magari dovrà sopportare qualche migrante. Magari leghista. Che sarebbe il massimo. Una contraddizione in termini.
La sua maggioranza tuttavia è ampia, e potrà sopportare anche più di una defezione.
Io, nel frattempo, torno sotto gli alberi ombrosi di Sherwood.
A Savona fa troppo caldo.

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