In Primo Piano

Silvano Motaldo potrebbe raccogliere la sfida del Bilancio di Savona

Savona. “Sono grato a chi ha indicato il mio nome per l’assessorato al Bilancio di Savona e non mi spaventano i numeri in sofferenza dei conti di cui ancora non so nulla di preciso e dei quali ho conoscenza solo dai reportage giornalistici. In Provincia, quale assessore, abbiamo affrontato situazioni certo non semplici ma siamo riusciti ad evitare il dissesto e credo che da esso la nuova struttura di area vasta sia ancora per fortuna molta lontana”.
Così l’assessore in pectore della giunta Caprioglio Silvano Montaldo, attuale vicesindaco di Laigueglia e già assessore a palazzo Nervi con l’ex presidente Angelo Vaccarezza.
Come si comporterà Montaldo con il difficile rompicapo dei derivati?
“Prima dobbiamo vederli, analizzarli, capire effettivamente perché sono stati acquistati dalle precedenti amministrazioni e solo dopo potremo fare una analisi puntuale sui problemi che possono determinare per il futuro, anche se mi pare di poter dire che si tratti di una somma molto ingente”
Ma, derivati a parte, parliamo di un bilancio che dovrà affrontare che non se la passa proprio bene?
“Tutti i bilanci dei Comuni chi più chi meno, di questi tempi sono in sofferenza, non è solo il caso di Savona. Il nostro lavoro, se sarò effettivamente scelto in squadra da Ilaria Caprioglio, sarà quello di verificare i costi e di capire dove è possibile tagliare mantenendo l’efficienza del sistema e si servizi inalienabili in questo momento storico particolarmente difficile. Penso ai servizi sociali che non possono essere assolutamente toccati e vanno garantiti”.
La Tari ha raggiunto costi impossibili per imprese e cittadini, c’è speranza che possiate contenerne il peso sulle varie categorie per il futuro?
“Veda, quale commercialista le posso tranquillamente dire che ad aliquote in aumento non corrisponde quasi mai un gettito in crescita per il Comune che le applica. Forse si può pensare a qualcosa del genere per l’Imu, ma non per altre imposte. In Italia si parla da anni di armonizzare le aliquote e i parametri fiscali, ma di concreto fino ad oggi poco o nulla si è fatto e la pressione su cittadini e imprese ha raggiunto livelli ragguardevoli e inaccettabili. Dovremo sicuramente mettere mano ad un armonizzazione del sistema fiscale comunale comparata naturalmente ai costi derivanti dai vari capitoli di spese e di entrata e poi, nel limite del possibile, vedere di cominciare a ridurre la pressione comunale. D’altra parte non possiamo pensare di andare a mettere le mani nelle tasche sempre di quelle persone che già oggi faticano a pagare le imposte, gravate come sono dal dilemma di spendere i soldi per il Comune o per mettere insieme il pranzo con la cena dei figli”.
Quando saprà se sarà davvero il nuovo titolare del Bilancio di palazzo Sisto?
“Credo martedì, al massimo, a metà della prossima settimana. Penso che se sarà mi metterò a lavorare fin da subito a testa bassa e, difficoltà a parte, credo che ce la faremo”.

Informazioni sull'autore del post