A Savona, lo sappiamo tutti, ogni giorno se ne vedono di tutti i colori…
Ma lo sapevate che da sessant’anni, ormai, esiste in città una strada dedicata ad un savonese che non è mai esistito? Non ci credete? E allora leggete questa storia…
Com’è noto, fra la fine del secolo XIX e l’inizio del secolo XX Savona fu oggetto di imponenti lavori pubblici finalizzati al suo ampliamento ed abbellimento; grazie ad una serie di piani regolatori composti sotto l’iniziativa di sindaci preparati ed intraprendenti, a partire dal 1855 si procedette al rinnovamento urbano della città, che venne così ad assumere, nell’arco di mezzo secolo, l’aspetto quale oggi noi conosciamo.
Si crearono quindi nuove vie, nuove strade che, a volte, dovettero aspettare molti mesi prima di assumere una precisa denominazione.
Nel clima fortemente patriottico dell’Italia postunitaria di allora furono perciò nominate dalle Giunte Comunali apposite Commissioni composte dagli intellettuali e dagli storici più in vista della Savona di quegli anni, con il compito di indicare i nomi di quei personaggi che, con le loro opere e le loro azioni, avevano dato gloria a se stessi e al nome della loro città e della loro nazione, rendendosi così meritevoli da poter avere ad essi intitolate tutte quelle nuove vie che si stavano allora costituendo nel tessuto urbano.
Nel primo decennio del nostro secolo si passò all’edificazione di nuovi caseggiati in zone situate alla periferia di Savona: Legino, le Fornaci, Zinola.
Nella seduta straordinaria del Consiglio Comunale di giovedì 18 luglio 1912 fu così deliberato di dare un nome ad alcune di queste nuove strade private da poco sorte; in particolare fu deciso di dare il nome di Giambattista Cuneo dei Mille alla strada privata situata a nord di Via Rocca di Legino, sino ad allora indicata come Via Nuova Rocca di Legino. Così facendo, il Consiglio Comunale manifestò la volontà di intitolare una delle vie della città a Giovanni Battista Cuneo (Oneglia 9 novembre 1809 – Firenze 18 dicembre 1875), patriota del nostro Risorgimento, tra i primi iscritti alla Giovine Italia, cui – proprio grazie al Cuneo – aderirono Giuseppe Garibaldi ed altri italiani, esuli come lui in America Latina. Autore della prima Biografia di Giuseppe Garibaldi (1850), Giovanni Battista Cuneo non partecipò mai – come erroneamente indicò la Commissione Comunale per la denominazione delle vie e delle piazze di Savona – alla spedizione dei Mille del 1860, nonostante fosse stato desiderio dell’Eroe dei Due Mondi di averlo accanto.
Fra il 1912 ed il 1955 la prima traversa a sinistra di Via Rocca di Legino ebbe così il nome di “Via Giobatta Cuneo”.
A molti il nome del patriota imperiese era però sconosciuto. Dopo pochi anni si perse così la memoria sull’origine dell’intitolazione della strada e sull’identità del personaggio cui la via era stata assegnata.
Avvenne così, nel 1921, che, trovandosi lo storico savonese Filippo Noberasco a dover compilare per gli “Atti della Società Savonese di Storia Patria” un elenco particolareggiato ed esplicativo delle strade della città, giunto a dover dare indicazioni su Via Cuneo, si convinse che si trattasse di un’arteria cittadina intitolata non all’amico e maestro politico di Garibaldi ma, bensì, ad un membro della famiglia savonese dei Cuneo, cui era fra l’altro appartenuto il mercante-navigatore Michele da Cuneo (1448 – 1451), di cui si era molto parlato oltre trent’anni prima, nel 1885, quando, presso la Biblioteca Universitaria di Bologna, era stata ritrovata copia di una sua lettera del 1495: lettera in cui egli aveva affermato di essere amico di Cristoforo Colombo e di avere partecipato alla seconda spedizione del Navigatore Genovese al Nuovo Mondo. Cadendo clamorosamente in errore, il Noberasco credette che il Giobatta Cuneo cui era stata intitolata la via alla Rocca di Legino fosse stato uno dei componenti di questa nobile famiglia savonese cui, come egli ricordò, avevano appartenuto «ricchi commercianti e arditi navigatori».
Da quel momento in poi, in base alla confusione operata dal Noberasco, su tutte le guide della Provincia di Savona, Via Giovanni Battista Cuneo venne indicata come la strada intitolata alla famiglia savonese dei Cuneo. E così fu sino alla metà degli anni Cinquanta.
Il 28 marzo 1955, riunitosi in seduta pubblica, il Consiglio Comunale deliberò di trasferire Via Giobatta Cuneo dalla precedente collocazione alla nuova via perpendicolare a sinistra di via Crocetta (località Legino) che di lì a poco si sarebbe congiunta con via Stalingrado.
Si procedette così al trasferimento della denominazione e alla posa di una nuova lapide all’inizio della via di Legino. Volendo meglio identificare il Giobatta Cuneo intestatario della strada, coloro che si occuparono della collocazione della nuova lapide, non avendo consultato la delibera originale di intitolazione della via del 1912, decisero di fare riferimento alle indicazioni fornite dal Noberasco nel 1921. E, così facendo, caddero anch’essi in errore, confondendo Giobatta Cuneo con lo stesso Michele da Cuneo, che nel 1494 era giunto in America con Cristoforo Colombo. Fatto è che alla lapide che venne allora murata – e che ancora oggi si può colà osservare – fu data come indicazione: «VIA GIOBATTA CUNEO SEC. XV-XVI NAVIGATORE.
A conferma dell’errore ormai in atto da oltre sessant’anni, nel 1981 lo “Schedario degli uomini illustri di Savona” di Ernesto Baldassarre e Renato Bruno indicò in Giobatta Cuneo «un navigatore savonese di un certo rilievo storico vissuto tra la fine del secolo XV e l’inizio del secolo XVI».
Per ironia della sorte fra la fine del Quattrocento e l’inizio del Cinquecento vissero a Savona ben due personaggi chiamati Giobatta Cuneo di cui uno risultava essere il figlio e l’altro il nipote del Michele da Cuneo di cui più sopra si è parlato. Entrambi esercitarono per tutta la loro vita la professione dei mercanti e non si allontanarono dalla città che per brevi periodi, per motivi di lavoro.
Del tutto dimenticata l’originaria dedica della strada a Giobatta Cuneo, patriota di Oneglia dell’Ottocento, si verifica così a tutt’oggi l’assurdo di una via di Savona ufficialmente intitolata ad un personaggio realmente esistito cinque secoli prima che però non fu mai navigatore né fece nulla per cui meritare di avere una strada a lui dedicata.
Un po’ come se, tra qualche secolo, dedicando una strada al nostro illustre concittadino Fabio Fazio, questi venisse indicato come «astronauta»… Non avendo egli mai lasciato, per sua fortuna, il pianeta Terra per emulare la sua amica Samantha Cristoforetti…
P.S.: l’autore di questo articolo aveva segnalato questa divertente ed assurda situazione nell’ormai lontano 1995… e dopo vent’anni, la lapide con l’indicazione della via dedicata al “navigatore Giovanni Battista Cuneo” si trova ancora lì…
Giuseppe Milazzo



