Vado Ligure. Se l’assessore ai Servizi Sociali non ha più come uno o due anni fa, davanti alla porta del suo ufficio 7 – 8 vadesi al giorno con richieste di aiuto o di lavoro, la situazione complessiva delle nuove povertà pare essere di poco mutata rispetto all’anno scorso. Con la differenza non di poco conto che oggi persino lavori socialmente un tempo stabili come la mansione di badante sono oggi al massimo della precarietà.
Il venir meno di risorse nelle famiglie infatti ha cambiato le abitudini e sempre di più sono gli stessi familiari a prendersi cura degli anziani. Ma non è tutto. Anche per il cibo giornaliero c’è qualche problema in più, come sottolinea lo stesso assessore Mirella Oliveri. “Purtroppo la convenzione per una ventina di pasti in essere fino a qualche tempo fa con Ristobon non è stata rinnovata e per dare un supporto a chi non ce la fa ad acquistare il cibo per pranzo e cena operiamo con il vecchio sistema, ovvero donando loro dei pacchi settimanali anche in collaborazione con la Coop che da tempo ha messo in atto il sistema buon fine”.
L’assessore ha poi proseguito: “Può sembrare una banalità ma oggi si fanno i conti a Vado anche per far mangiare i bambini alla mensa scolastica. Benché il costo non sia eccessivo, molte famiglie cui non entra neppure uno stipendio completo fanno fatica a fine mese a pagare anche quei pochi spiccioli e preferiscono dirottare i bambini e i ragazzi, dopo l’orario scolastico presso i nonni”.




