Il Piano Casa varato dal Governo si rivolge principalmente a famiglie con basso e medio reddito, giovani coppie e nuovi nuclei familiari, cittadini in condizioni di fragilità economica,potenziali acquirenti della prima casa, persone separate. Particolare attenzione è dedicata a coloro che incontrano difficoltà nell’accesso al credito e al mercato immobiliare, anche attraverso il rifinanziamento del Fondo di garanzia per la prima casa gestito da Consap. Il Piano si articola su più direttrici di intervento: rafforzamento dell’edilizia residenziale pubblica e sociale, con interventi di recupero e riqualificazione del patrimonio esistente, incremento dell’offerta di alloggi a canone calmierato, per favorire l’accesso alla locazione sostenibile, realizzazione di nuovi edifici residenziali, orientati a criteri di sostenibilità ed efficienza energetica, rifinanziamento degli strumenti per accesso al credito, semplificazione delle procedure amministrative, con particolare riferimento all’accesso agli atti catastali e alla velocizzazione dei processi autorizzativi.

Secondo Laura Tiloca, presidente provinciale Fiaip Savona «il Piano si presenta orientato ad affrontare le emergenze abitative con una visione di medio-lungo periodo.Tuttavia emerge anche una riflessione critica come riferisce il nostro presidente nazionale Fabrizio Segalerba “é necessaria l’istituzione di una cabina di regia unica nazionale e interministeriale, sulla casa e sulla rigenerazione urbana, che punti a riqualificare e ad efficientare gli immobili e gli alloggi popolari, coinvolgendo tutti soggetti pubblici e privati al fine di coordinare diverse iniziative oggi troppo frammentate tra più livelli istituzionali”».
L’efficacia del Piano Casa 2026 dipenderà in larga misura dalla capacità di tradurre gli obiettivi in interventi concreti. Fabio Becchi, presidente Fiaip Liguria osserva: «Il Piano Casa è una risposta necessaria all’emergenza abitativa che viviamo anche in Liguria. Giovani che non trovano alloggi a canoni accessibili, famiglie in difficoltà e anziani soli: servono strumenti concreti.Ora bisogna accelerare su rigenerazione urbana e offerta di edilizia sociale, perché senza case disponibili a prezzi sostenibili il mercato rischia di risentirne». Inoltre, la semplificazione burocratica e il miglioramento dell’accesso alle informazioni necessarie per la verifica della conformità sugli immobili rappresentano elementi fondamentali per garantire rapidità ed efficienza nell’attuazione delle misure.
Il Piano Casa 2026 si configura come un intervento ambizioso che mira a rafforzare l’offerta abitativa e a sostenere le fasce più vulnerabili della popolazione. Il giudizio complessivo è positivo nelle intenzioni, ma prudente nella valutazione dell’impatto reale. La vera sfida sarà trasformare le linee guida in risultati concreti, superando frammentazioni e rigidità amministrative, per dare risposte efficaci e durature al bisogno abitativo del Paese. Inoltre secondo Tiloca, è necessario rendere più rapide le procedure di sfratto, di aiuto sono le misure a sostegno della morosità incolpevole ma é necessario avviare un percorso strutturato di sensibilizzazione dei proprietari di immobili. Molti sono gli alloggi “a luci spente”, cioè non utilizzati e vuoti, ad oggi non esiste un dato ufficiale che indichi il numero esatto di questi immobili, si stima siano circa 1000, ma conoscerlo aiuterebbe a organizzare in modo migliore un lavoro strutturato a livello locale per agevolare l’Agenzia Sociale per l’Abitare che ha l’obiettivo di promuovere l’incontro tra domanda e offerta, combinando servizi di mediazione e assistenza ,gli sportelli apriranno il 5 maggio 2026. Conclude Laura Tiloca: «Noi, come collegio Fiaip Savona, crediamo in questo progetto e cercheremo di dare il nostro contributo con le nostre competenze».





