Genova Politica

Regione Liguria, riforma amministrativa. Le opposizione: “Riforma scellerata e antidemocratica”

“Abbiamo chiesto una sospensiva per riportare le modifiche alla legge regionale in Commissione Bilancio e rivedere un impianto sbagliato, squilibrato e anticostituzionale. Abbiamo presentato diversi emendamenti per provare a cambiare e fermare una riforma scellerata e antidemocratica, ma questa destra non solo non ha accolto nessuna delle nostre proposte, ma ha anche calpestato l’aula”. Lo rendono noto il: Partito Democratico, Alleanza Verdi e Sinistra, Movimento 5 Stelle e Lista Orlando presidente

“Con una mossa arbitraria e fuori da ogni regola ha deciso, a seduta iniziata, di contingentare i tempi della discussione per chiudere in fretta e furia sul loro provvedimento. Un colpo di mano grave, per votare una riforma – che noi non abbiamo votato – che apre le porte a un poltronificio, dove le regole si scrivono tra pochi amici, a scapito dell’indipendenza e della trasparenza dell’ente”.

“Uno smacco non solo al ruolo legislativo e democratico del Consiglio, ma soprattutto ai cittadini, che hanno diritto di trovare negli enti pubblici organi in grado di garantire scelte imparziali e super partes. Da domani assisteremo all’incremento di sette dirigenti in pianta organica; a una sanatoria per il ruolo del Capo di Gabinetto, che avrà la funzione di assistere e supportare il Presidente della Giunta in materia di rappresentanza e di sovrintendere alle attività di cerimoniale, alla modica cifra di 260 mila euro. Verrà nominato un Direttore generale che, superando il vincolo di individuare un dirigente interno, potrà essere scelto tra professionisti esterni, con un aggravio di altri 260 mila euro”.

“Si introduce il responsabile dell’attuazione del programma, anche lui esterno al personale regionale, con ulteriori costi che graveranno sul bilancio dell’ente; e i componenti del Nucleo di Valutazione – organismo preposto alla misurazione delle performance e alla trasparenza dell’amministrazione regionale – potranno essere scelti tra figure politiche provenienti da altre Regioni, venendo meno anche alla normativa che prevede l’incompatibilità dei componenti del Nucleo con l’esercizio di incarichi politici”, aggiungono dall’opposizione.

“Bucci, con la sua maggioranza, con questa riforma entra a gamba tesa nell’ente con lo scopo di accentrare il potere nelle sue mani e politicizzare l’amministrazione. Una manovra verticistica che mina condivisione, partecipazione e imparzialità. E lo fa minando la pluralità dell’aula, mettendo il bavaglio ai consiglieri e, in particolare, alla minoranza. Una brutta pagina per questo Consiglio regionale e per questa maggioranza”, concludono.

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