Cultura e Spettacoli Genova

A EUROFLORA 2025 un sabato baciato dal sole e dal pubblico

In un sabato baciato dal sole, Euroflora 2025 a Genova è stata letteralmente assaltata dal pubblico già di prima mattina. I bus turistici hanno occupato i posti disponibili in corso Quadrio e in corso Aurelio Saffi, un vero e proprio sciame di visitatori è arrivato dalla stazione ferroviaria di Brignole. “Siamo davvero soddisfatti di questo primo sabato di manifestazione – sottolinea il presidente di Porto Antico di Genova Spa Mauro Ferrando – e di vedere davvero tanti i giovani e giovanissimi a conferma di un forte ricambio generazionale e della svolta di Euroflora verso un modello nuovo di floralies che propone, accanto alle eccellenze del florovivaismo made in Italy ed estero, i temi dell’architettura del paesaggio, della biodiversità, della sostenibilità e del turismo consapevole. Un nuovo format che si presta a cogliere i nuovi stili di vita contemporanei”.

Arene e sale strapiene di pubblico per le presentazioni e le lezioni in programma. Tra i tanti,  l’evento dedicato alla trasformazione degli sciroppi ottenuti dai petali di rosa al tempo dei Dogi della Repubblica di Genova che ha unito storia, botanica con questa arte antica. Promosso dall’Associazione dei Produttori di Rose Antiche l’appuntamento ha guidato il pubblico in un viaggio affascinante nell’evoluzione dell’uso della rosa in ambito medico. E’ stata Vivienne Crosa di Vergagni, vicepresidente dell’associazione, a prodursi in una dimostrazione pratica arricchita da racconti storici dove è emersa la raffinatezza dei processi con cui le rose venivano trasformate in sciroppi, elisir profumati e preparati officinali, molto apprezzati nei sontuosi banchetti della nobiltà genovese e nei rituali terapeutici della medicina popolare e conventuale

Il fascino esercitato dalle piante carnivore – bellissimo il giardino al piano terreno del Padiglione Blu, uno spazio immersivo che ha saputo ricreare fedelmente gli habitat naturali, con muschi, nebbie artificiali e luci calibrate per esaltare colori e trasparenze – ha incantato il pubblico durante la presentazione curata dall’Associazione Italiana Piante Carnivore. Di queste creature vegetali dall’aspetto esotico e dalle strategie sorprendenti esistono esemplari rari e spettacolari provenienti da tutto il mondo, come la Dionaea muscipula, la celebre Venere acchiappamosche, fino alle spettacolari Nepenthes tropicali, con le loro trappole a forma di coppa, passando per le delicate e ingegnose Drosera. Durante l’incontro sono emerse curiosità evolutive legate a queste specie, che crescono in ambienti estremi e poveri di nutrienti, sviluppando meccanismi di sopravvivenza tanto affascinanti quanto efficaci. L’appuntamento ha rappresentato un’opportunità informativa dove, in modo chiaro e coinvolgente, è stato spiegato come funzionano le trappole, quali specie sono a rischio e come si possono coltivare in casa nel rispetto della natura.

Interesse al top per Federico Quaranta che all’interno della rassegna Euroflora Incontra ha presentato il suo monologo “Rispetto” in una esibizione coinvolgente e interattiva – dove il tema centrale della sostenibilità ha intrecciato riflessioni personali, osservazioni sulla società contemporanea e spunti letterari. Paragonando la definizione al pedale del pianoforte che allunga la nota, Quaranta ha insistito sulla necessità di azioni che facciano durare le cose nel tempo. Contrappone la sostenibilità osservata nell’agricoltura del nonno, basata sul riuso e sul ciclo naturale (letame, riparazione degli attrezzi), all’attuale economia lineare “produco-consumo” che ignora il riciclo e la riparazione. L’autore ha criticato l’ossessione per la crescita economica continua, domandandosi perché non si possa puntare al “buon vivere” e al miglioramento delle condizioni di vita, evidenziando invece l’iperconsumismo e l’obsolescenza programmata. L’autore suggerisce infine nel termine rispetto il vero significato di sostenibilità: rispetto per il pianeta, per gli uomini, per l’economia e per l’ecosistema, citando i muretti a secco come esempio di eredità da rispettare.

È iniziato oggi, con una lezione pratica dedicata al pino nero, il ciclo di lezioni del maestro giapponese Naeoki Maeoka, ospite d’eccezione nell’Arena Tamerice, al piano superiore del Padiglione Blu tutti i pomeriggi fino al 29 aprile. Un appuntamento imperdibile per appassionati e curiosi che desiderano avvicinarsi alla millenaria arte del bonsai e scoprirne i segreti direttamente da una delle voci più autorevoli a livello internazionale. Ogni pomeriggio, il maestro Maeoka guida il pubblico in un percorso affascinante tra tecnica, estetica e filosofia del bonsai, svelando alcune tecniche fondamentali per la corretta cura e la valorizzazione di queste piante simbolo di equilibrio tra uomo e natura, espressioni di un modo di vedere il mondo, quasi un coltivare sé stessi, e di imparare l’arte della pazienza, della forma e del rispetto per la natura vivente. Le lezioni sono gratuite, fino a esaurimento posti.

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