Dopo il caso del docente dell’Università degli Studi di Genova finito sotto indagine con l’accusa di aver utilizzato l’intelligenza artificiale per l’elaborazione hot di immagini delle sue studentesse, gli studenti della Facoltà di Archiettura scendono in piazza. L’appuntamento è in piazza Sarzano alle 10.30.

“Vi scriviamo per portare alla vostra attenzione l’atmosfera pesante che si respira attualmente nel nostro Dipartimento di Architettura. Sentiamo il bisogno di confrontarci insieme su questi temi, e per questo abbiamo deciso di organizzare un’assemblea pubblica aperta a chiunque desideri esprimere interesse, dissenso o opinione riguardo alla situazione che stiamo vivendo” si legge in una nota.
“Ogni giorno assistiamo a comportamenti e atteggiamenti che spesso sottovalutiamo, che, proprio perché frequenti, finiscono per diventare parte della nostra quotidianità. Alcuni di questi fatti ottengono attenzione mediatica, altri passano inosservati. Tuttavia, è tempo di guardarli da una prospettiva distaccata e obiettiva, perché non si tratta di episodi isolati ma di questioni sistemiche, che non possiamo più considerare “ordinarie. L’assemblea non sarà uno spazio per recriminare o per fare nomi, ma un’occasione per ribadire l’importanza di un cambiamento radicale che possa affrontare situazioni di abuso che purtroppo sono sistemici”.
“Vogliamo che l’Ateneo, e gli organi nazionali come la Crui (che ha una commissione apposita per gestire questo genere di problemi) intervengano a tutela di noi studentesse e studenti. Riteniamo del tutto insufficienti le reazioni dell’ateneo, che ha solo sospeso il professore, e anche quelle della Crui, organo nazionale con una commissione apposita per questo genere di problemi, ma che in questo caso, come in altri precedenti a Torino e Milano, non ha mosso un dito per tutelare gli studenti. Partecipare, esserci, è una presa di posizione necessaria per cambiare questa situazione”.





