Un viaggio musicale di tre giorni che attraversa il meglio della musica tradizionale italiana: dal Molise alla Puglia, passando per la Campania e la Calabria, attraverso l’Appennino bolognese fino alle montagne del Piemonte.

Dal 26 al 28 luglio a Loano, cittadina affacciata su quel Mar Ligure crocevia di incontri, influenze e scoperte, si rinnova l’appuntamento con il Premio Nazionale “Città di Loano per la Musica Tradizionale Italiana”, una tre giorni di concerti e incontri con il pubblico per celebrare gli artisti che meglio raccontano, con originalità e freschezza, un’idea di musica di tradizione nel 2023.
Ospiti dell’edizione 2023 saranno Rachele Andrioli (Premio Miglior Album e Premio Giovani 2022), Peppe Barra, Giuseppe “Spedino” Moffa, Ettore Castagna, Placida Staro (Premio Loano – Fondazione A. De Mari 2023) e Teres Aoutes String Band.
«L’anno scorso celebravamo l’edizione della maggiore età del Premio Loano nel segno del “ritorno al futuro”, con l’auspicio di trovare (nell’epoca del culto del passato) una musica che fosse “tradizionale” e “nuova” insieme, in grado di immaginare vie di fuga lontane dalla nostalgia e dalla retromania. È questa, e lo è da sempre, la scommessa del Premio Loano. Una scommessa – spiega il direttore artistico Jacopo Tomatis – che ci pare vinta anche per questo 2023: basta dire che la vincitrice del Premio Giovani, Rachele Andrioli, si è aggiudicata anche quello per il Miglior album in assoluto».
«Il Premio Nazionale Città di Loano – affermano il sindaco di Loano Luca Lettieri e l’assessore alla cultura Enrica Rocca – non si propone solo di premiare le migliori produzioni folk dell’ultimo periodo o di tributare il giusto omaggio a chi, negli anni, si è affermato come uno dei migliori rappresentanti di questo particolare genere, ma ha anche l’obiettivo di promuovere un tipo di musica che si colloca nel solco del costume e delle tradizioni locali del nostro Paese. I ritmi, le sonorità, i temi, persino gli strumenti utilizzati sono, nella maggior parte dei casi, espressione diretta della musica del nostro passato. Il Premio, dunque, ha un importantissimo valore storico e culturale e rappresenta una manifestazione dal significato trasversale che contribuisce a salvaguardare e tramandare pagine importantissime della storia italiana. Vogliamo ringraziare gli organizzatori e gli uffici comunali coinvolti nella pianificazione di questo evento».
Per la sua diciannovesima edizione il Premio celebra l’arte del raccontare, quell’«istinto di narrare» che accompagna gli esseri umani fin dalla notte dei tempi. Lo fa presentando alcuni dei migliori progetti musicali pubblicati nel 2022, tutti accomunati dalla volontà e dall’urgenza di raccontare storie: quelle della propria terra, della propria lingua, delle proprie radici. Storie di Storia di tradizione, che attraverso il passato finiscono per dire qualcosa anche sul presente, come dev’essere, e rivolgono le orecchie verso il futuro.
Ad aprire la nuova edizione del Premio, mercoledì 26 luglio in Piazza Italia alle ore 21.30, sarà Giuseppe “Spedino” Moffa. Fra blues e dialetto molisano, fra chitarra e zampogna, Moffa è uno dei più interessanti autori di canzoni della nuova musica italiana «di tradizione». A Loano, con Lorenzo Mastrogiuseppe al basso, presenta il suo nuovo disco Uauà (Squilibri 2022) che omaggia una figura fondamentale del suo Molise: il folklorista e poeta Eugenio Cirese. Nel pomeriggio, alle 18, in un incontro con il pubblico, il musicista molisano racconta il progetto insieme ai giornalisti musicali Enrico de Angelis e Ciro De Rosa.
La serata prosegue con il Maestro riconosciuto della scena napoletana Peppe Barra – già Premio Loano alla carriera nel 2014 – che tornerà sul palco, alla soglia degli ottant’anni, per presentare il suo nuovo album doppio Cipria e caffè (Enjoy All Music/Soundfly/Self). Un album che mancava, nella sua pur ricchissima produzione, per come riesce a far dialogare passato e presente, tradizione e innovazione.
Giovedì 27 luglio gli appuntamenti con i concerti continuano, sempre in Piazza Italia, con Ettore Castagna (ore 21,30) e Rachele Andrioli (ore 22,30), vincitrice del Premio Miglior Album e Premio Giovani del 2022.
Castagna ha attraversato gli ultimi quarant’anni di folk in Italia da protagonista, prima con Re Niliu e Nistanimèra e poi, tra gli altri, con il progetto Antiche Ferrovie Calabro-Lucane. Al Premio Loano presenta il suo nuovo album Ἐρημὶα / Eremìa (Alfa Music 2022), al secondo posto tra gli album più votati dalla giuria del Premio: un viaggio che parte dalla Calabria alla scoperta del Mediterraneo, fra Grecia e mondo arabo, lire calabresi e chitarre battenti, fra suoni della tradizione e innovazioni. Con lui sul palco Peppe Costa Yosonu alle percussioni e Carmine Torchia al basso. Nel pomeriggio (ore 17,30) dialogherà con il giornalista musicale Guido Festinese.
Fra le migliori voci del nuovo Salento, Rachele Andrioli presenta in un set solista il suo nuovo disco Leuca pubblicato da Finisterre, il più votato dalla giuria del Premio Loano (Premio Miglior Album e Premio Giovani 2022). In Leuca l’artista salentina volge il suo sguardo musicale sul mondo come un faro, partendo dalla fine della terra, suo luogo di nascita e appartenenza: il Capo di Leuca. Il lavoro è il frutto degli ultimi anni di ricerca sulle tradizioni musicali che legano il Salento a ogni Sud del Mondo; la musica e i testi inediti raccontano storie mediterranee sospese tra verità e leggenda. Nel pomeriggio (ore 18,30) l’artista dialogherà con il giornalista Sergio Albertoni per raccontare il suo debutto da solista.
«La “doppia” vittoria di Leuca di Rachele Andrioli non ci coglie impreparati – afferma il direttore artistico Jacopo Tomatis – Da anni con il Premio Loano sosteniamo i giovani musicisti e le giovani musiciste attraverso produzioni originali e inviti ad hoc, e fra i dischi più votati dalla nostra giuria nelle ultime edizioni figurano numerosi artisti della “nuova” generazione. Si tratta, come Rachele Andrioli, di performer cresciuti nel pieno del rilancio della world music degli anni duemila, che hanno riscoperto le loro tradizioni attraverso le loro famiglie o con la mediazione dei dischi e di Internet. In ogni caso, ci raccontano di un nuovo fermento intorno a queste musiche in Italia, portato avanti con tecniche e strumenti sempre più raffinati, con tanta passione e senza imporsi più limiti filologici o ideologici».
«Leuca è un nome femminile. È il nome del capo estremo di Puglia dove sono nata e vivo, significa “bianca”, ed è un colore che non è un colore perché li contiene tutti. Qualcuno dice che era il colore dell’alba per le navi che si avvicinavano, qualcuno quello della spuma del mare sulle scogliere» ha spiegato la stessa artista. I suoni del disco fondono il repertorio popolare pugliese con mondi diversi e nuovi, anche grazie alla collaborazione di Redi Hasa al violoncello e dell’ensemble vocale Coro a Coro, fondato dalla stessa Andrioli e composto da oltre 40 donne salentine. «Portare avanti una tradizione essendo qui e oggi, non nel passato – dice Andrioli – potrebbe essere paragonato a un rapporto d’amore: è qualcosa su cui devi lavorare con costanza, nel presente, per tenere accesa la fiamma».
Apre l’ultima giornata della rassegna venerdì 28 luglio (ore 18) l’appuntamento con il Premio Loano – Fondazione A. De Mari 2023 (nato dalla fusione del Premio alla Realtà culturale e Premio alla Carriera) assegnato a musicisti o realtà che si sono distinte nella promozione e nella diffusione dei suoni della tradizione. Vincitrice di questa edizione è Placida Staro. Ricercatrice ed etnomusicologa, esperta di danza e musicista con i Suonatori della Valle del Savena, Placida “Dina” Staro ha attraversato da protagonista gli ultimi decenni della musica e della ricerca sulle tradizioni popolari in Italia. In occasione della consegna del Premio si racconterà al pubblico con Jacopo Tomatis e Ciro De Rosa. Il premio le verrà consegnato la sera (ore 21,30) sul palco dove, insieme alle percussioni di Riccardo Tomba, condurrà il pubblico nel repertorio da ballo dell’Appennino Bolognese.
Al secondo posto tra gli album più votati dalla giuria del Premio c’è Ἐρημία/Eremìa (AlfaMusic/EGEA) del calabrese Ettore Castagna. Al terzo posto, a pari merito, Cipria e caffè (Aquadia Enjoy All Music/Soundfly/Self) di Peppe Barra, monumentale summa di una delle più grandi voci napoletane dell’ultimo mezzo secolo, e Inghirios (Sard’music/EGEA) delle sarde Le Balentes.
Infine chiude l’edizione 2023 del Premio, il folk rock acustico e gli eroi popolari delle montagne del Piemonte, narrati attraverso le corde di una string band un po’ anomala, ovvero Teres Aoutes String Band (ore 22,30). Il progetto di Mario Poletti (mandolino e mandola, anche membro fisso di Lou Dalfin) e Fabrizio Carletto (basso e contrabbasso) con Diana Imbrea (violino e voce) e Oreste Garello (chitarre e voce) mette insieme musica occitana e piemontese con suoni della musica americana, Bob Dylan con il bal folk, la canzone d’autore con la courenta. Cantano in franco-provenzale, in occitano, in piemontese e (occasionalmente) in italiano. «Musica selvaggia», dunque, che rivendica con orgoglio le proprie radici «grezze» e selvatiche, come le montagne da cui proviene.





