Secondo gli ultimi dati Istat, la pasta ha visto lievitare i suoi prezzi del 17% tra marzo e aprile 2023. Questo significa che l’aumento si è verificato 2 volte più velocemente dell’inflazione.
L’attuale situazione è finita sotto la lente di ingrandimento di diverse organizzazioni pubbliche come la Commissione di allerta rapida per il monitoraggio dei prezzi.
Perchè si è verificato ciò?
L’aumento del prezzo della pasta si sta verificando da anni ormai. Se inizialmente si è verificato per motivi legati ai costi di produzione come il costo del grano e dell’energia sia per via di raccolti non redditizi che per il conflutto Russo-Ucraino, attualmente, la motivazione cardine è una forte speculazione da parte dei principali produttori.
Adolfo Urso, il Ministro delle Imprese e del Made in Italy ha convocato la Commissione di allerta rapida istituita con il Decreto Trasparenza e avrà il compito di monitorare la situazione.
Caro Vita: quanto incide sulle tasche degli italiani?
Secondo l’Osservatorio dei prezzi del Ministro del Made in Italy, il prezzo della pasta presenta attualmente delle variazioni:
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a Milano il prezzo si attesta sui 2,3 euro al chilo;
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a Roma raggiunge i 2,2 euro al chilo;
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a Napoli si aggira intorno a 1,85 euro al chilo;
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a Palermo si può trovare a 1,50 euro al chilo.
Secondo Altroconsumo, ogni 3 italiani, uno non è in condizioni economiche rosee. Nel primo semestre del 2022, circa il 30% degli italiani aveva dichiarato di non riuscire più a risparmiare. Ultimamente, questa indagine è stata ripetuta e il valore è aumentato del 10%.
Cosa potrebbe succere?






