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Al via la mappatura della Genova sotterranea per scoprirne il passato e guardare al futuro

Una mappa digitale della Genova sotterranea, integrata con quella del territorio, permetterà di navigare nel tempo per vivere l’evoluzione della Superba dal passato al futuro. L’ambizioso progetto di costruire una “digital city” sempre più estesa, accurata e fruibile è curato dal SIT – Sistemi Informativi Territoriali della Direzione Tecnologie Digitalizzazione e Smart City diretto da Stefania Traverso ed è sviluppato in collaborazione con il Centro Studi Sotterranei presieduto da Stefano Saj.

 

Molteplici sono i fronti di utilizzo dei dati che verranno raccolti utilizzando georadar e laserscan 3D: dal miglioramento della gestione delle risorse idriche alla verifica di problemi strutturali, dalla sostenibilità ambientale all’arricchimento dell’offerta turistico-culturale.

 

Il primo dei cinque principali interventi, selezionati fra i molti possibili, è stato presentato questa mattina in via Interiano. È il sito dell’antica cisterna medievale di Fontane Marose, con connessioni al rio Sant’Anna, situato sotto Palazzo Pallavicino. Accanto al chiusino che copre un cunicolo verticale di alcuni metri, sul muro del palazzo nobiliare sono apposte tre lapidi a raccontare che all’inizio del 1206 fu restaurata l’opera della preesistente Fonte Marosa; che nel 1427 i Padri del Comune fecero pulire la cisterna sotto la fontana profonda 652 palmi genovesi (approssimativamente 17 metri) e che nel 1559 il Senato della Repubblica di Genova decretò restauro della fontana e pulizia. La cisterna contiene circa un milione di litri di acqua e, al termine delle operazioni di svuotamento attivate in queste ore, potrà essere analizzata per capirne i dettagli del funzionamento e scoprire molte altre cose finora sommerse anche dal tempo.

 

«Questa attività è particolare e davvero avventurosa perché va a cercare nella memoria perduta una parte di città importante di cui abbiamo testimonianze – spiega Stefania Traverso, presidente del SIT-Sistema Informativi Territoriali -. Si parte da Fontane Marose, ma non ci si fermerà. Questo è soltanto un prototipo, ma noi vogliamo continuare l’attività in molti punti interessanti della città e mettere tutto a sistema con le reti del centro servizi e con le altre parti che interessano la gestione intelligente dell’ambiente urbano. Servirà al miglioramento della vita del cittadino, ma anche la crescita della parte turistica e culturale. Per realizzare la mappa dell’intero sottosuolo ci vorranno anni, ma noi ci crediamo molto. Ricollegarci alla memoria del territorio ci aiuta a ricollegarci al passato, e rendere migliore la cura della nostra città nel suo evolvere verso il futuro».

 

Gli altri siti individuati, e prossimi oggetti di intervento, sono il tracciato dell’antico acquedotto storico in corso Paganini, il camminamento e ossario dell’Acquasola, il bunker di Villetta Di Negro e la cisterna privata di Palazzo Belimbau.

 

«Questo progetto avviato dal SIT consentirà di visitare, documentare, testimoniare e rilevare cinque siti apogei della nostra città – aggiunge Stefano Saj, responsabile del Centro Studi Sotterranei -. Iniziamo da quello di via Interiano che è fondamentale per la storia della città e per le sue particolarità ambientali, storiche e turistiche. Si tratta di una cisterna che appartiene a Fontane Marose che con i suoi flutti alimentava le acque che approvvigionavano parte degli abitanti del centro storico. Ora non esiste più perché è stata demolita per dare spazio allo sviluppo urbano della città quando è stata aperta via Interiano. La cisterna era appartenente al sistema delle fontane pubbliche di allora alimentate dall’acquedotto storico della città. In particolare crediamo che questa avesse una doppia fonte di alimentazione dal basso e dall’alto: dall’alto attraverso una diramazione dell’acquedotto storico e dal basso attraverso una sorgente delle acque appartenenti al rio Sant’Anna, all’epoca pulite e potabili. Una volta svuotata potremo operare strumentalmente e visivamente. Nel 2004, ovvero l’ultima volta che abbiamo visionato la cisterna, erano presenti due anguille, verificheremo se esistono ancora delle discendenti e ci siamo già attrezzati, prendendo gli accordi con gli uffici competenti della Regione e con l’Acquario di Genova, per poterle eventualmente restituire al loro elemento fluido naturale mentre svuoteremo la cisterna».

 

Il Comune di Genova è oggi fra i leader nazionali per qualità, tipologia di rilievi geospaziali e servizi erogati attraverso i suoi sistemi informativi territoriali. Un’eccellenza raggiunta grazie agli investimenti sulla cartografia numerica e sui sistemi informativi geografici degli ultimi anni.

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