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Andora, il Sindaco Demichelis chiede le dimissioni del CDA di Rivieracqua

“Il CdA di Rivieracqua, per voce del componente Chiappori, interpellato dalle associazioni dei consumatori, nega pubblicamente ogni responsabilità per i disagi patiti da Andora. Eppure Rivieracqua è obbligata per legge a gestire le reti idriche. Dimenticano che le opere sul Roja si faranno con i fondi e grazie al lavoro dell’Amministrazione di Andora? Noi, abbiamo investito in manutenzioni milioni di euro. Non pare che dal 2016 Rivieracqua, gestore unico del Servizio, abbia fatto altrettanto, nonostante i tanti soldi incassati dagli utenti andoresi. La società ha accumulato oltre 60 milioni di euro di debiti senza aver mai fatto alcun investimento strutturale. Il CdA non è pagato per parlare a vanvera, ma per risolvere i problemi”. Lo ha reso noto il sindaco di Andora, Demichelis.
“Ho letto che un componente del CDA di Rivieracqua ha dichiarato di non capire come mai i cittadini ritengano Rivieracqua responsabile del disagio patito in questi mesi a causa dell’acqua salata che sgorga dai rubinetti. Situazione che in queste settimane pare avviarsi a soluzione solo grazie alle piogge e non certo per gli interventi realizzati dal gestore sulla rete idrica. Solo questo potrebbe ben rappresentare l’inerzia che i cittadini percepiscono da mesi: Rivieracqua è un muro di gomma, nonostante le innumerevoli  sollecitazioni ufficiali arrivate da questa Amministrazione, anche a sostegno delle richieste di ristoro danni dei fruitori del servizio.
Già solo il lungo elenco dei disservizi patiti da Andora e da molti altri comuni dell’imperiese nel corso della scorsa estate a causa della vetusta condotta del Roja gestita da Rivieracqua, sarebbe una adeguata dimostrazione dell’ incosistenza di ogni loro difesa e giustificazione. La verità è che la condotta imperiese sarà sostituita grazie ai fondi messi a disposizione da questa Amministrazione per la realizzazione del tratto più significativo e importante per l’approvvigionamento idrico della nostra piana. In pratica, le opere che partiranno a breve sul Roja, e di cui Chiappori già annuncia il termine a marzo, sono andate a gara, solo grazie al fondamentale contributo economico dato negli anni dai cittadini di Andora.
Rivieracqua tace molte altre cose fondamentali.
Questa Amministrazione ha lavorato molto e forse troppo in silenzio. Ha sempre preferito parlare a risultati raggiunti con l’obiettivo di dare risposte certe e chiare prospettive per il futuro.
La cosa più importante che Chiappori ha omesso di dire, è che il sottoscritto ha firmato e notificato la messa in mora di Rivieracqua.
Sono maturate le condizioni e Rivieracqua ha ricevuto la diffidata a dare immediato inizio ai lavori di adeguamento e modifica del sistema di fornitura dell’acqua al territorio di Andora che dovranno essere conclusi in tempo utile per la prossima stagione estiva. Altro che 2025! Ho diffidato Rivieracqua a quantificare e comunicare il ristoro che gli utenti vedranno in bolletta per il disservizio arrecato, ristoro che dovrà tenere conto del mancato uso dell’acqua dolce fornita e dei danni a condutture e impianti.
Inoltre, ho chiesto all’ATO imperiese di adottare, con i poteri che gli appartengono, ogni azione nei confronti della società Rivieracqua atta a garantire che il sistema di rifornimento idrico del Comune di Andora sia in grado di affrontare la prossima stagione estiva. Ho chiesto anche che l’ATO si attivi per garantire il ristoro dei danni patiti dagli utenti in considerazione del prolungato stop alla fornitura di acqua dolce.
Auspichiamo che Rivieracqua abbia predisposto il piano di emergenza, il piano delle interruzioni dal servizio e il piano per la ricerca delle rotture di cui sollecitiamo copia da mesi.
Con la messa in mora ho chiesto all’ATO, a cui spetta esercitare sul Gestore Rivieracqua sia poteri di controllo che sanzionatori, di verificare se, come prevede l’art.45 c.3 della Convenzione che disciplina l’affidamento a Rivieracqua della gestione del Servizio idrico integrato, vi siano le condizioni, considerando ciò che è accaduto in questi mesi, di attuare ciò che è previsto nei casi più gravi, ovvero giungere sino alla adozione del provvedimento di risoluzione contrattuale per grave inadempimento.
Dopo le superficiali dichiarazioni di Giacomo Chiappori in rappresentanza di Rivieracqua, peraltro in contrasto con quanto dichiarato solo poche settimane fa al Fatto Quotidiano, non posso che chiedere le dimissioni di questo CdA. Amministratori evidentemente inadeguati, che pare non si rendano conto che Rivieracqua è stata creata per gestire le reti idriche e migliorarle.
Rinnoviamo la nostra stima nei confronti di molti dipendenti che nei loro rispettivi ruoli hanno dimostrato competenza e grande generosità  nel lavoro quotidiano.  È evidente che non sono loro i responsabili dell’inefficacia dell’azione di Rivieracqua anzi, è  spesso grazie al loro prezioso lavoro se alcune soluzioni sono state messe in campo.
Sottolineo che dopo mesi di disservizio, l’unica azione messa in campo per i cittadini è stata quella di proporre un ristoro da 70mila euro, con fondi provenienti dalla Regione Liguria, attraverso la distribuzione di circa 100mila bottiglie d’acqua minerale di cui hanno annunciato l’invio, ma non organizzato la distribuzione. Dobbiamo aggiungere altro per esporre quanto questa società non abbia compreso la situazione estrema vissuta in questi mesi da Andora?

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