In merito a quanto emerso sulla diffida ad adempiere per irregolarità riscontrate da Arpal dopo sopralluogo all’impianto di discarica interviene il Sindaco Luigi Pierfederici.
“Intanto occorre precisare a che punto si trovi la vita della discarica e ricordare quella che è stata la storia dell’impianto sino ad oggi, in particolare da quando le amministrazioni targate EssereVarazze hanno iniziato il loro percorso. Chi pensa che chiudere un impianto di discarica sia una procedura semplice non conosce bene l’argomento.
Sottolineato ciò bisogna specificare che dal giorno della chiusura del sito e per i due anni successivi, le sole attività consentite sono quelle di ricoprimento del rifiuto esistente, così come da autorizzazione AIA, oltre alla riprofilatura delle scarpate. Attività quest’ultime realizzate dal gestore uscente essendo in capo allo stesso a seguito degli obblighi contrattuali ed autorizzativi.
Obblighi reiterati a capo del gestore nonostante dall’anno in corso l’autorizzazione integrata ambientale sia passata al Comune di Varazze per ovvi motivi legati alla fase di chiusura dell’impianto.
Stiamo affrontando una fase complessa in quanto nei prossimi due anni, sino all’attuazione del progetto di chiusura definitiva del sito, dovranno essere effettuate inoltre attività di controllo e monitoraggio così come previsto dalle autorizzazioni e dalla norma stessa.
Venendo al sopralluogo effettuato dai tecnici Arpal per i controlli ordinari di spettanza di codesto ente, il precedente dei quali effettuato nel mese di giugno, sono emersi alcuni rilievi ai quali il gestore, già attenzionato dal Comune, dovrà ottemperare.
Infatti il Comune di Varazze ha emesso a sua volta diffida ad adempiere nei confronti del gestore proprio perché a lui, così come da obblighi contrattuali e autorizzativi, sono in capo determinate azioni e quindi responsabilità derivanti dall’AIA.
Preciso comunque che i rilievi di Arpal si riferiscono alle aree di perimetrazioni interne al sito di discarica senza fuoriuscita di percolato dal sito stesso e quindi senza danni al territorio circostante, nonostante ciò l’attenzione sarà massima.
Occorre ricordare, a chi grida ad una poca attenzione sulla gestione del sito, che se ad oggi esiste un fondo di accantonamento per la “post mortem” della discarica della Ramognina di circa 7 milioni di euro è solo grazie al lavoro delle ultime amministrazioni nonostante la normativa di riferimento fosse entrata in vigore già dal 2003.
Molti dei proventi della discarica di questi ultimi anni – conclude il Sindaco – sono stati accantonati proprio per far fronte alle spese da sostenersi nel futuro con serietà e responsabilità; se così non fosse stato ci saremmo ritrovati ad affrontare realmente degli esborsi considerevoli senza averne la copertura necessaria a danno delle casse comunali e di conseguenza dei cittadini”.







