La Capitaneria di porto di Savona ha emesso una sorta di “Daspo” nei confronti della motonave Sheksna, mercantile battente bandiera del Camerun ormeggiata presso il porto commerciale di Savona che non potrà più entrare nei porti e nelle acque territoriali dei paesi UE.

La nave era stata oggetto di “detenzione” (fermo amministrativo che impedisce di riprendere la navigazione in assenza delle minime condizioni di sicurezza, che obbliga l’armatore ad adottare gli opportuni provvedimenti per ripristinare standard stabiliti dalle convenzioni internazionali) a seguito di una ispezione eseguita lo scorso 12 agosto dal team ispettivo del Nucleo Port State Control della Capitaneria di Savona.
In tale frangente erano state rilevate gravi violazioni in materia di sicurezza della navigazione, tutela dell’ambiente marino e delle norme sulle condizioni di vita e lavoro a bordo dell’equipaggio.
La stessa nave Sheksna era già stata fermata e detenuta altre due volte nel corso degli ultimi mesi da parte di Ispettori Port State Control di altri Stati europei ove in precedenza aveva fatto scalo.
La rete di sicurezza marittima dell’Unione Europea ha quindi consentito di far scattare, alla terza detenzione nel corso di 36 mesi, il più grave provvedimento di “bando” – un divieto temporaneo di accesso a tutti i porti e alle acque territoriali nazionali, dell’Italia, dei Paesi dell’Unione Europea, nonché di altri Stati extra-europei (come ad esempio il Canada) aderenti all’accordo internazionale sui controlli per la sicurezza della navigazione denominato “Paris M.o.U.” – Memorandum of Understanding di Parigi del 1988.
Dall’inizio dell’anno è la quarta nave “detenuta” nel compartimento marittimo di Savona ed è la prima ad essere stata “bandita” dagli ispettori della Capitaneria di porto a seguito delle 19 ispezioni sino ad ora compiute nei confronti di altrettante navi straniere considerate “a rischio”.





