Attualità Savona

Savona, parte il progetto “Custodi del Bello” contro il degrado

Curare e fare manutenzione sui beni comuni della città; creare
opportunità di reinserimento sociale e lavorativo per soggetti fragili; creare un circolo virtuoso tra amministrazione e cittadini: sono gli obiettivi dei ‘Custodi del Bello’, progetto che arriva anche a Savona, quarta città in Italia, dopo Firenze, Milano, Brescia e Roma.
“E’ la prima mossa contro il degrado” ha dichiarato il sindaco Marco Russo nel corso della conferenza stampa di presentazione del progetto che unisce l’azione del pubblico a quella del privato sociale con Fondazione Diocesana-Comunità e Servizi e sostenuta da Fondazione Azimut onlus, con il supporto operativo di Rotary e Randstad. I Custodi del Bello curano il degrado e mettono il lavoro al centro. La filosofia è quella di fare entrare le persone in un percorso formativo che le porterà ad avere un’opportunità lavorativa futuro.

A regime saranno impiegate squadre da 4 persone su turni di 5 ore al giorno. Saranno regolarmente retribuite, dotate di assicurazione e di tutte le protezioni antinfortunistiche. Mentre Fondazione Azimut finanzia il progetto, Fondazione Diocesana si occuperà di individuare i soggetti fragili o in difficoltà economica da inserire nel progetto. Randstad, invece, farà formazione e orientamento dei beneficiari coinvolti anche per la successiva fase di formazione e futuro
inserimento lavorativo. Le attività delle squadre dei Custodi del Bello saranno programmate nelle tempistiche e nelle modalità operative dal Comune, anche sulla base delle segnalazioni che arrivano dai cittadini e dai quartieri. Tra le attività da svolgere ci saranno, ad esempio, la verniciatura delle
panchine, rastrelliere delle biciclette e di altri elementi di arredo urbano, la pulizia dei giochi per i bambini, dei prati dopo lo sfalcio del verde, delle aree cani, la rimozione dei graffiti, degli adesivi sui pali della luce, le tinteggiature interne nelle scuole e, in prospettiva, anche la guardiania e la pulizia dei servizi igienici pubblici.

“E’ evidente che non pensiamo di risolvere il problema del degrado con questo progetto – è il commento dell’assessore alla Città Vivibile Barbara Pasquali – Ma è il primo passo. Il degrado chiama il degrado, nella stessa misura il gesto di chi si prende cura di un bene comune generaemulazione. E’ un progetto che ci rende particolarmente orgogliosi, perché siamo convinti che
genererà un circolo virtuoso tra amministrazione e cittadini”. “E’ un modello in cui vincono tutti – dichiara l’assessore al Welfare e Comunità Riccardo Viaggi –
le persone fragili ricreano una rete sociale e vengono inserite nel mondo del lavoro, mentre i cittadini potranno abitare in città più vivibili e solidali grazie alla cura degli spazi urbani e al coinvolgimento di persone socialmente fragili”.
Il progetto è finanziato da Fondazione Azimut. “Qui come nelle altre città italiane – ha spiegato Alberto Becchi – contribuiamo con 36mila euro. Ma, mentre a Firenze, Brescia, Roma e Milano, il nostro contributo rifinanzia progetti già in corsa, qui a Savona partiamo da zero, stiamo varando una nuova iniziativa che avrà ricadute molto positive sulla città”.

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