Platea da tutto esaurito e tanti applausi per Matteo Bassetti che giovedì ad Andora ha presentato il suo libro “Una lezione da non dimenticare” che ripercorre le fasi più delicate della pandemia, vissuti fra le corsie della Clinica Malattie Infettive Ospedale Policlinico San Martino di Genova di cui è direttore.
L’intervista è stata per il pubblico non solo un’occasione per capire dalle parole semplici ed efficaci del professore Bassetti l’universo dei virus e le modalità di proliferazione, ma ha anche rivelato i risvolti del quotidiano lavoro di squadra al San Martino nei giorni dell’emergenza più acuta e il lato umano e privato di Bassetti: dall’impegno nella professione, fatto di studio e ricerca in Italia e all’estero, alle relazioni umane con i pazienti fino all’importanza e centralità della famiglia e della moglie Chiara presente fra il pubblico.
Ripercorsa “la lezione da non dimenticare” fatta di mesi di lavoro inteso, 24 ore su 24, per curare i primi malati di COVID che velocemente ed in numero sempre maggiore affollavano le 200 terapie intensive della Liguria, regione che ha retto l’impatto della pandemia meglio di altre, Bassetti non ha lesinato giudizi severi in tema di prevenzione e vaccinazione.
“Speriamo di aver imparato la lezione, anche se gli eventi degli ultimi giorni sembrano aver fatto dimenticare alle persone da dove siamo partiti. Dispiace che oggi si debba pensare di imporre l’obbligo vaccinale, quando siamo passati dentro a una terribile tempesta. Se 15 milioni di italiani rifiutano il vaccino la lezione pare sia stata ampliamente dimenticata” – ha detto Bassetti senza risparmiare critiche ai politici che non sostengono adeguatamente la prevenzione.






