Politica Savona

La CGIL Savona presente alla manifestazione di Torino in difesa dell’occupazione

La CGIL di Savona era presente alla manifestazione di Torino a difesa dell’occupazione e per pretendere risposte dal Governo su sviluppo e crisi Industriali.

Sblocco dei licenziamenti, poca sicurezza, aumento della povertà: doveva andare tutto bene, sta andando tutto a rotoli. Da essenziali a dimenticati. Il destino dei lavoratori italiani disegna la solita avvilente parabola – affermano i rappresentanti della Camera del Lavoro della nostra provincia – Chi ha pagato sulla propria pelle gli effetti della pandemia continua a farlo come se il Covid oltre alle difese immunitarie ci avesse cancellato anche la memoria. E a molti pure la coscienza. Anestetizzata dalle belle parole di circostanza quando la guerra era in atto e ora, con il nemico invisibile che sembra dare un po’ di tregua, un pericoloso déjà-vu ci riporta alla cruda realtà“.

Dal primo luglio il blocco si sblocca e licenziare torna ad essere possibile. Nonostante il buon senso chiederebbe una proroga, magari il tempo necessario per mettere mano alla riforma degli ammortizzatori sociali, il Governo preferisce accontentare le pressioni di Confindustria e del liberismo imperante. Il pianto dei ricchi, si sa, fa più rumore di chi ha lo stipendio a due zeri: è la ripartenza a tutti i costi, bellezza. Un canovaccio ben noto se non fosse incastonato, oggi più che mai, in un panorama drammatico”.

Il lavoro non è solo disprezzato, come ha ribadito qualche giorno fa il segretario generale della Cgil Landini ma è diventato la brioche da lanciare agli affamati. Che ha sempre più il sapore di una merendina scaduta e indigesta, tanto ci sarà sempre chi è disposto a divorarla. L’ultimo bollettino dell’Istat sulla povertà galoppante è un bugiardino pieno di effetti indesiderati. E il ritorno dei tre morti quotidiani sul lavoro una pericolosa assuefazione“.

Ma dobbiamo essere ottimisti. Il peggio è passato, ci ripetono come un mantra inceppato. Da lunedì tutti a passeggio senza la mascherina e tre giorni dopo magari senza neanche lo stipendio. Triste epilogo di chi predicava che da questa pandemia ne saremmo usciti migliori e più forti. Per ora ne usciamo peggio di come siamo entrati e dire che già allora l’acqua ci copriva le spalle. Urge una terza dose del vaccino, per riacquisire almeno un briciolo di memoria” concludono dal sindacato.

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