Genova. “Da Amiu parole inaccettabili che suonano come un ricatto ai cittadini e ai lavoratori genovesi. Non spetta ad Amiu determinare aumenti della Tari, è competenza dell’Amministrazione Pubblica di Genova, del Comune eventualmente determinarli, e l’obiettivo di una buona politica è evitarlo: quindi Amiu non parli di quel che non gli compete creando indebitamente terrorismo psicologico tra la gente, si preoccupi piuttosto di gestire meglio la partecipata.”
Lo dicono Alice Salvatore e Marco De Ferrari, portavoce del MoVimento 5 Stelle Liguria, che tornano sul tema rifiuti a Genova.
“È inammissibile – attacca il M5S – qualunque tipo di ricatto occupazionale da parte di una società partecipata del Comune. Amiu pare voler spaventare i lavoratori, minacciando tagli ai premi straordinari, chiudendo la porta a nuove assunzioni ed evocando aumenti esponenziali in bolletta (con quale titolarità?). Ma ha sbagliato bersaglio. Invece di prendersela con lavoratori e commercianti, le vere vittime di questa vicenda, dovrebbero riconoscere le responsabilità in un’amministrazione che ha cercato di svendere per anni il bene pubblico, regalando alle banche 349 milioni di euro di soldi pubblici che potevano essere destinati alle reali esigenze dei cittadini. E anche fare un po’ di sana autocritica circa politiche amministrative interne della partecipata stessa.”
“Tra pochi mesi la parola passerà ai genovesi per rinnovare la Giunta Comunale – concludono Salvatore e De Ferrari – Se toccherà al MoVimento 5 Stelle, saremo pronti a dialogare con tutti per perseguire esclusivamente l’interesse della cittadinanza, darle finalmente voce restituendole ciò che di fatto già che le appartiene.”






