Andrea Pasa, segretario CGIL Savona, afferma: “CGIL Savona vicino alle lavoratrici e ai lavoratori dell’ex Ilva di Genova e alle organizzazioni sindacali che stanno gestendo la vertenza. Ancora una volta in sciopero per difendere il proprio lavoro e per difendere l’industria e per pretendere l’intervento del Governo. Tre giorni di sciopero dei lavoratori e delle lavoratrici dell’ex Ilva di Genova”.
“Il ministro Giorgetti batta un colpo, assente su ogni discussione relativa alle crisi industriali. Oltre 150 vertenze nel paese senza una regia del governo e del ministro Giorgetti. Sono oltre 4 mesi che i ministeri non intervengono su nessuna delle vertenze Industriali del Paese e della nostra Regione. È ormai certificato dai fatti che la politica regionale non ha l’autorevolezza necessaria alle sfide che stanno investendo il nostro territorio su ogni tema – sanità, infrastrutture, sviluppo , mobilita- ma soprattutto incapaci di costruire qualsiasi proposta per rilanciare l’industria e più in generale l’economia regionale. Mancanza di autorevolezza che investe trasversalmente tutti i livelli della politica e indipendentemente dalle appartenenza politiche. Ricordo al ministro Giorgetti che ha ricevuto dal savonese decine di richieste di incontro per le crisi Industriali Savonesi – dalla regione Liguria, dai parlamentari, dal sindacato confederale, dai sindaci e dal Prefetto – mai una risposta , mai un cenno di interessamento, mai una certezza”.
“Il mancato interessamento del ministro su tante, troppe vertenze, e la mancanza di riferimenti per la gestione delle crisi Industriali all’interno del ministero dello sviluppo economico stanno provocando un deterioramento e peggioramento della situazione industriale di centinaia di vertenze Industriai, che contrariamente da quello che si sta facendo , dovrebbero essere seguite con una regia forte del governo. Vertenze che interessano tutti settori e comparti strategici per il paese, dall’acciaio, all’aeronautica, dal ferroviario alle infrastrutture. Non bastano più gli impegni, servono fatti concreti”.






