

“Quanto è più contagiosa la variante Delta? Molto più contagiosa. Fino al 60 per cento in più. E può dar vita a casi abbastanza gravi.
Con quali sintomi si manifesta?
In genere i sintomi sembrano un po’ più forti. Ma questo probabilmente accade perché colpisce di più i giovani. Sono sintomi che hanno un’evoluzione anche più rapida. Ma questo dipende dalla reattività del sistema immunitario. Che negli anziani è più lenta. La malattia che si sviluppa dopo il contagio con la variante Delta ha un esordio tendenzialmente più acuto”. Sono le parole di Matteo Bassetti, direttore della clinica di Malattie Infettive del San Martino di Genova.
“Si deve considerare anche più letale?
Al momento non ci sono evidenze. I pochi casi che si sono avuti nei Paesi sviluppati come l’Italia non autorizzano a conclusioni sulla letalità. Certamente non si può prendere come riferimento l’India. I sistemi sanitari occidentali sono molto più organizzati.
Che protezione si può raggiungere con la seconda dose di vaccino?
La variante Delta è coperta da tutti i tipi di vaccino utilizzati in Italia. Assicurano una difesa almeno del 90 per cento contro l’ospedalizzazione e soprattutto contro i decessi. Naturalmente, non si può escludere qualche eccezione. Per questo motivo non mi stanco di ripetere che occorre ancora vigilare, sequenziare di più e che bisogna tendere a un’immunità di gregge almeno dell’80 per cento. Sarebbe un ottimo risultato se per l’autunno si arrivasse a mettere al sicuro la popolazione vaccinabile. Diciamo che se dai 12 ai 100 anni si riuscisse a vaccinare per il 90 per cento mi sentirei sicuro. È importante anche che l’immunità si sviluppi in modo uniforme sul territorio nazionale.
Per respingere la variante indiana, dobbiamo vaccinarci. La variante deve rappresentare l’incentivo estivo alla vaccinazione. Il migliore spot per i vaccini”, ha concluso.






