La Guardia di Finanza di Savona ha denunciato all’autorità giudiziaria una dottoressa del San Paolo per truffa all’ente. La donna aveva chiesto all’azienda di poter svolgere attività professionale intramoenia, beneficiando di una specifica indennità prevista per i dipendenti che operavano in regime di “esclusività”. Infatti, il rapporto di lavoro esclusivo dei dirigenti sanitari comporta la totale disponibilità nello svolgimento delle funzioni dirigenziali attribuite dall’azienda, con impegno orario contrattualmente definito.

Diversamente da quanto dichiarato, la ginecologa aveva continuato dal 2016 al 2020 anche ad esercitare la sua attività professionale in proprio con partita IVA in uno studio privato, cosa incompatibile con l’indennità percepita per il suo ruolo ospedaliero. Pur presentando all’ente pubblico l’istanza per svolgere attività professionale intramoenia, ha continuato a svolgere attività privatistica, introitando indebiti emolumenti, dati dalla differenza da quanto percepito in regime di esclusività e quanto avrebbe dovuto percepire in regime di extramoenia. Decisivi sono stati gli accertamenti svolti presso lo studio medico privato ove esercitava la professionista e l’esame della documentazione acquisita presso l’Asl 2, che ha fornito ampia collaborazione ai Finanzieri.
Le indennità indebitamente percepite ammontano a 88 mila euro. Oltre alla denuncia penale, le Fiamme Gialle interesseranno anche la Procura Regionale presso la Corte dei Conti di Genova, per il recupero del danno erariale causato all’Ente pubblico da cui dipende il medico, cui si aggiungerà il danno d’immagine derivante dall’incresciosa vicenda.




