Politica

Toti: “Dal 26 aprile primo passo verso la ripartenza, il paese non riparte con aperturisti e chiusuristi”

“Dal 26 aprile il Paese farà un primo fondamentale passo verso la ripartenza. Pochi giorni fa avevo parlato di riaperture con il Premier Draghi e il segnale arrivato ieri dimostra che il Governo ha ascoltato le Regioni, che ancora una volta con le loro linee guida hanno tracciato una via fatta di buonsenso e coraggio per ripartire dove i dati lo consentono”. Lo ha affermato il presidente della Regione Liguria, Giovanni Toti. “Dobbiamo convivere con il virus, con prudenza e responsabilità: da tempo lo sostengo e questo è il momento di farlo. Il Paese non riparte con aperturisti e chiusuristi, riparte grazie a chi sa scegliere in base alla realtà, nel bene e nel male, senza lasciarsi trasportare dall’emotività. Si chiama buonsenso. E se prevarrà anche nelle decisioni del domani sarà la chiave per uscire dall’emergenza. L’Italia ha bisogno di tornare a vivere, lavorare, crescere. Le Regioni, che da subito hanno affermato la necessità di guardare al futuro, avendo la percezione concreta di ciò che accade sul territorio, monitoreranno affinché questa ripartenza non sia a ostacoli”. Tuttavia Toti fa notare che  anche: “In zona gialla nei ristoranti già prima si mangiava anche all’interno e nei bar era consentito il servizio al bancone, purché debitamente distanziato. Bene aggiungere tavoli all’esterno, con regole anche di minor rigore. Ma se già prima, senza vaccini, in zona gialla si poteva stare all’interno, dobbiamo poterlo fare anche ora, quando riapriremo”.

Sul coprifuoco: “Se apriamo i ristoranti la sera, non può restare il divieto di movimento dopo le 22! Mica siamo in un Paese nordico dove la gente mangia alle 18 o alle 19, da noi si va a cena alle 20.30 o alle 21. Non vedo francamente il bisogno di fare ingozzare gli avventori in pochi minuti per scappare a casa. Il Covid non è mica un vampiro che arriva con il buio. Lasciamo pure il coprifuoco per evitare che la gente poi si attardi a bere fuori dai locali, creando assembramento o festini improvvisati, ma magari il facciamolo scattare alle 23 o alle 24. Infine il pass vaccinale per muoversi tra le regioni: teniamo presente che non tutti i cittadini potranno avere il vaccino nelle prossime settimane, e non per loro scelta. Quindi, per elementare giustizia e anche per necessità, una persona deve potersi spostare per lavoro, studio e tutte le altre motivazioni già previste. Altrimenti fino a luglio almeno potranno muoversi solo le persone con più di 60 anni, mentre tutti gli altri dovranno aspettare il proprio turno del vaccino, paralizzando il Paese – ha concluso il presidente ligure – Spero che su tutto questo il Governo voglia confrontarsi con le Regioni prima di prendere provvedimenti. E aggiustare queste incongruenze che rischiano di vanificare le misure che si prenderanno”.

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