Sono circa 35 mila gli studenti liguri che dopo 3 mesi di didattica a distanza torneranno sui banchi di scuola delle Superiori. Una didattica in presenza che al momento si ferma al 50% con ingressi ed uscite scaglionate. L’obiettivo è quello di riprendere le lezioni nella massima sicurezza evitando che i contagi aumentino e che si debba ritornare alla chiusura degli istituti. Non tutti gli studenti liguri però hanno accolto di buon occhio la ripresa, una lettera inviata da diverse migliaia di ragazzi al Presidente Toti nei giorni scorsi, ha chiesto- in attesa di certezze- di proseguire con la didattica a distanza. Ecco i passaggi più significativi della lettera:

”Fra settembre e ottobre l’orario è cambiato innumerevoli volte seguendo l’andamento dei contagi e si è ritornati alla dad dopo poco più di un mese di didattica in presenza Ora, con l’arrivo di una imminente terza ondata, c’è il rischio di ripetere la stessa esperienza: andare a scuola per qualche settimana per tornare in dad non appena la situazione peggiorerà. Questo chiederà continue modifiche dell’orario, in particolare per quanto riguarda l’incidenza della dad sul totale delle ore, scombussolando il lavoro dei professori e quello degli studenti che si ritroveranno così nella più totale incertezza. Allo stesso tempo, al momento non si può pensare di fare piani attendibili fino alla fine dell’anno scolastico, perché l’andamento epidemiologico potrebbe variare innumerevoli volte” (…)
“Vorremmo far presente che un ritorno in aula adesso implicherà vari altri disagi che andranno a incidere negativamente sulla qualità della vita degli studenti. Le entrate scaglionate richiederanno un recupero di ore che non può essere che fatto al sabato o al pomeriggio, togliendo tempo allo studio o ad altre attività che ogni ragazzo ha il diritto di poter fare, anche a casa propria. E si pensi a quei ragazzi che, dovendo affrontare un viaggio per recarsi a scuola, dispongono, anche in situazioni normali, di un tempo extra scolastico notevolmente ridotto (…)”.
Di diverso avviso i Presidi per i quali è giusto tornare ad un modello misto perché necessario garantire una presenza scolastica, ma anche un rapporto diretto che possa migliorare il rapporto educativo che con le lezioni in videoconferenza non è possibile mantenere.





