Sicurezza partecipata. Questa la definizione data al progetto sperimentale avviato a Genova nella zona di Via XX Settembre e strade limitrofe che ha visto impegnato il nucleo dedicato ai reati predatori composto da dieci agenti di Polizia Locale, attivi da maggio dello scorso anno. Se ne è parlato oggi durante il convegno “La sicurezza urbana reale e percepita: esperienze, lavori in corso, strategie”, organizzato a palazzo Tursi da Comune di Genova e Forum italiano per la sicurezza urbana-Fisu. Oltre al report di attività di Polizia Giudiziaria della Polizia municipale – con 3221 interventi – è stato posto un focus anche sull’attività di polizia di prossimità – 3577 interventi in circa un anno e mezzo -.

“In affiancamento e sinergia con tutte le forze dell’ordine presenti in città– ha spiegato l’assessore alla Sicurezza e polizia Municipale Giorgio Viale – la polizia di prossimità svolge un ruolo essenziale per la crescita della sicurezza percepita e per l’efficacia degli interventi. Siamo molto soddisfatti dei risultati raggiunti: partendo dall’esperienza maturata in questo periodo di poco più di un anno di attività stiamo valutando anche l’estensione ad altri quartieri di Genova del vigile di quartiere operativo, con l’ambizione di avere un nucleo per ogni distretto, in particolare quelli a maggiore vocazione commerciale, per dare un supporto ancora maggiore ai commercianti e ai cittadini”.
Nel report illustrato da Varno Maccari, dirigente territoriale Polizia locale di Genova, intervenuto durante il convegno sul tema della sicurezza percepita, è emerso come il nucleo reati predatori, composto da 10 agenti della polizia locale, attivato nella zona commerciale di Via XX Settembre e vie limitrofe, abbia svolto una funzione importante nella percezione della sicurezza tra i cittadini.
“I nostri agenti – ha spiegato Maccari – sono in stretto contatto con i commercianti che, in caso di problemi o segnalazioni, possono fare le proprie segnalazioni. In questo modo, è stato possibile fare fermi in flagranza di reato, restituire subito la merce rubata, senza passare dal sequestro, al legittimo proprietario e quindi accorciando le procedure, con interventi snelli ed efficaci. Questo è servito anche a sensibilizzare i cittadini e i commercianti a collaborare con i nostri agenti, facendo anche segnalazioni preventive, senza operazioni impattanti, ma mirate. Un processo di sicurezza partecipata che ha dato risultati decisamente convincenti”.
L’assessore Viale, durante il suo intervento, ha ricordato gli sforzi dell’amministrazione per garantire, anche nelle emergenze che hanno coinvolto Genova dal crollo del Morandi al Covid, il turn over degli agenti, nuove assunzioni e ricorso alla tecnologia per garantire sempre maggiore sicurezza ai cittadini. “Abbiamo avviato un piano integrato sul Centro Storico per rivedere la sicurezza, anche percepita, che comprenda tutti gli aspetti sulla prevenzione partendo dallo sviluppo economico, inteso come presenza di attività commerciali, e sicurezza sociale” ha detto l’assessore Viale.
“L’obiettivo della sicurezza – ha spiegato l’assessore comunale allo Sviluppo economico, vicepresidente Fisu ed ex assessore alla Sicurezza Stefano Garassino – è sempre al primo posto. A Genova, partendo dalla realtà del Centro Storico, possiamo sperimentare interventi che possano servire da modello anche a livello nazionale. Purtroppo ci sono forti difficoltà per gli amministratori locali dovute ad alcune decisioni del governo centrale, a partire dalle politiche migratorie e dalla depenalizzazione di piccoli reati, che, in situazioni come quella dei nostri caruggi, purtroppo sono frequenti. La rigenerazione urbana è fondamentale per la sicurezza: abbiamo già sperimentato nella zona di Sottoripa l’aumento del grado di sicurezza percepita attraverso il restyling delle facciate, migliore illuminazione e rinnovo insegne commerciali, grazie anche all’intervento di residenti e commercianti. Interventi di riqualificazione sono già in programma per i giardini Baltimora, che verranno recuperati come luogo di aggregazione. Nel mio nuovo ruolo di assessore allo Sviluppo economico, ho avviato operazioni di riqualificazione anche nei quartieri, ad esempio nell’ex Mira Lanza in Valpolcevera che porteranno a rivivere un’area abbandonata al degrado da anni, nella zona del nuovo Ponte di Genova, fino ai forti di cintura della città”.
Durante il convegno, moderato dal giornalista Matteo Rovere, è intervenuto anche Sandro Sandulli, generale dell’Arma dei Carabinieri, già capo centro DIA, sulla percezione della presenza della criminalità mafiosa fuori dai contesti tradizionali. Hanno portato il loro contributo alla sessione della mattina: l’assessore regionale alla Sicurezza e Sviluppo economico Andrea Benveduti; l’assessore del Comune di Modena a manutenzione e decoro della città, centro storico, politiche per il lavoro e la legalità Andrea Bosi; l’avvocato criminalista Rachele De Stefanis. Nel pomeriggio, la sessione di lavori prevede l’intervento di Fausto Turbanti, assessore alla sicurezza del Comune di Grosseto; Gianguido Nobili, coordinatore tecnico del Forum Italiano per la Sicurezza Urbana; Roberto Centazzo, ispettore superiore, Comandante del posto della Polizia Ferroviaria di Savona.






