Cronaca In Primo Piano

Coronavirus, verso il coprifuoco? Il Governo ci sta pensando

“Rispettare le nuove disposizioni, seguiamo le raccomandazioni, facciamo del bene al nostro Paese”. Sono le parole scritte in un tweet dal Presidente del Consiglio, Giuseppe Conte proprio ieri. Parole che esortano gli italiani a comportarsi responsabilmente nella guerra al virus, o che almeno dovrebbero esortare, a condotte più prudenti e meno spregiudicate di quelle viste nelle varie città.

Tuttavia, l’aumento dei contagi, che in alcuni stati europei è oggettivamente esponenziale, sta in qualche modo mettendo in guardia il Governo italiano benchè nel nostro paese il numero dei contagi è per esempio meno della metà rispetto a quello della Francia che ormai ha raggiunto i 30.000 infetti al giorno. Quello a cui si sta pensando, più che a un lockdown natalizio o tardo autunnale, è la misura del coprifuoco, provvedimento tipico dei paesi in guerra che l’Italia vide l’ultima volta ai tempi del Governo Badoglio in piena Seconda Guerra Mondiale e che imporrebbe a bar, ristoranti e altri pubblici esercizi di abbassare le saracinesche alle 22 e a chiunque di uscire di casa a quell’ora. Una misura che resta, per adesso, solo un’ipotesi. La crescita della curva e l’innalzamento dell’ indice di contagio R(t) hanno acceso in tutti la paura che non siano sufficienti i provvedimenti dell’ultimo Dpcm ad ottenere i risultati cercati, anche se bisogna attendere i 15 giorni canonici prima di tracciare un bilancio definitivo. Certo, un eventuale coprifuoco o lockdown, sarebbe la mazzata definitiva, sul sistema economico italiano già duramente provato dai due mesi di blocco di marzo e aprile soprattutto per quelle categorie come bar, ristoranti, esercizi commerciali che vivono anche grazie ai clienti serali. Il premier Conte, infatti ha dichiarato, riferendosi ad un possibile lockdown che: “Chiudere tutto sarebbe troppo dannoso, proprio adesso che l’economia mostra segni di ripresa”. Altro tema caldo è quello della didattica a distanza che potrebbe riprendere a breve in tutte le scuole di ordine e grado.

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