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Crisi economica e infrastrutture nel Savonese, i sindacati: “Non si è fatto nulla per questo territorio”

C’è solo il raddoppio del tratto ferroviario Finale-Andora tra le opere previste dal decreto “Italia Veloce” presentato dal Governo martedì e due miliardi di euro per realizzarlo, nessun riferimento alle altre infrastrutture vitali per rilanciare la provincia: il raddoppio ferroviario Savona-Torino-Alessandria, la bretella Carcare-Predosa e tutte le opere necessarie per consentire uno sviluppo economico e quindi sociale del territorio. CGIL, CISL e UIL hanno affrontato questi temi in un incontro organizzato questa mattina per fare il punto della situazione: “Delle 130 opere previste da Italia Veloce, per il territorio savonese c’è solo il raddoppio di ponente, non sono presenti quelle di cui c’è bisogno: lo ripeterò fino alla nausea: il raddoppio ferroviario Savona-Torino e Savona-Alessandria”, commenta così Andrea Pasa di CGIL che aggiunge: ” Basta parlare di infrastrutture solo per Genova”. Su questo tema, Pasa fa notare come nel settembre 2019 la giunta regionale si era impegnata con un documento formale per realizzare il potenziamento degli impianti ferroviari di Vado Ligure nella zona industriale e di Parco Doria a Savona e aveva approvato il potenziamento della linea Savona-Torino con l’avvio del secondo binario tra Savona-Altare mai utilizzato e la progettazione e realizzazione in accordo con Regione Piemonte di un nuovo tronco da Ceva ad Altare: “Un’opera che porterebbe a percorrere la distanza tra Savona e Torino in soli 45 minuti” ha proseguito Pasa.

Nodo fondamentale dell’attualità è la situazione di autostrade su cui Claudio Bosio di CISL Savona-Imperia ha detto: “È un’autostrada antiquata, questi interventi dovevano essere fatti 20 anni fa ma si è deciso di farli in somma urgenza in questi ultimi mesi procurando disagi e danni alle persone, potevano essere fatti benissimo durante il lockdown, dopo la chiusura della fase legata alle ispezioni ci sarà quella degli interventi per cui si rischia di andare ben oltre le date indicate” Le responsabilità? La mancanza della politica che non ha mai preso in considerazione interventi seri per la provincia di Savona: “Tanto più che i danni al comparto turistico sono evidenti, si registra il 35-40% in meno di prenotazione degli alberghi, c’è il rischio che si formi una nuova categoria di “nuovi poveri” fatta dei tanti lavoratori stagionali che non potranno lavorare”, ha proseguito Bosio.

Sui numeri va rilevato che il problema infrastrutturale finisce per mettere in crisi il comparto del turismo che occupa 20.000 persone di cui circa 8-10.000 stagionali che non avranno reddito.

Tra i progetti di infrastruttura dimenticati c’è anche quello cinquantennale della Albenga-Carcare-Predosa sui Giovanni Mazziotta di UIL afferma: “Non si è mai voluto sviluppare nulla, i governi locali non l’hanno mai presa in considerazione e invece va realizzata, se la politica si muovesse con la stessa tempistica con cui si è lavorato sul viadotto crollato della A6, tanti problemi oggi non li avremmo. Denuncio un’assenza di interventi da parte della politica nella nostra provincia in questi anni. Ricordo il trasferimento della ex Magrini, oggi Trench, con una fermata concordata a Bragno per i 7-800 operai che ogni giorno dovevano trasferirsi lì. Oggi molti treni sono stati eliminati, così ora abbiamo 5-600 auto”.

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