Politica

Vaccarezza (Cambiamo!) su TAR ospedali di Cairo e Albenga: “Affossata una Regione poiché non saremmo sufficientemente attrattivi per Piemontesi e Lombardi”

Il consigliere regionale di Cambiamo! Angelo Vaccarezza, fa il punto sulla sentenza del TAR in merito alla privatizzazione degli ospedali di Cairo e Albenga: “Il business plan presentato dall’Istituto Galeazzi si fonda su una serie di previsioni la cui attendibilità non risulta dimostrata”.
Così il Tar della Liguria ha motivato la propria decisione di accogliere il ricorso presentato dal Policlinico di Monza in merito al bando per l’assegnazione della gestione degli ospedali di Albenga e Cairo Montenotte.
Questo nella forma.
Nella sostanza, viene affossata una Regione intera poiché non saremmo sufficientemente attrattivi per i cittadini del Piemonte e della Lombardia.
Non voglio entrare nel merito della decisione.
Ma qualcosa sulle motivazioni con cui questa è stata presa, si.
La Liguria viene dipinta come una terra senza prospettive, senza possibilità competitive in un settore che invece, soprattutto in questa metà anno, ha dimostrato di esserlo eccome.
Una sorta di terzo mondo del Nord Ovest.
Un luogo dove i cittadini delle due regioni limitrofe hanno acquistato seconde case, dove hanno cercato di trascorrere la quarantena del Coronavirus, dove spendono il loro tempo durante le vacanze estive e non solo, non sarebbe considerato “sostenibile”.
Ora, senza nulla togliere alle città delle due regioni con le quali scambi economici e non solo sono all’ordine del giorno, a me sembra, e dico sembra, che siano piu numerosi coloro che scelgono di soggiornare in Liguria piuttosto che noi nel loro territorio.
Sento parlare di offerta sovrastimata, di concetti che di fatto, creano un precedente pericolosissimo per il nostro sistema economico: dichiarazioni simili, volte a far passare l’idea che la Liguria “non vale la pena” ne blocca un programma di sviluppo che negli ultimi cinque anni é stato preparato e studiato con attenzione.
La Liguria viveva in una sorta di “stallo” dal quale si sta liberando, ma per proseguire su questo binario occorrono investimenti pubblici e privati.
Una sentenza simile, farebbe arretrare la nostra terra di un bel passo.
Noi non ci stiamo.
È Imperativo alla luce di queste affermazioni, presentare ricorso al Consiglio di Stato.

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