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Coronavirus e ristorazione, una lettera al Premier Conte

La difficile situazione di ristoratori e operatori del settore è al centro di una lettera inviata al Premier, Giuseppe Conte indirizzata da Lorenza Giudice a nome degli imprenditori del settore associati di Confcommercio: “Illustrissimo Presidente, scrivo Lei questa mia a nome degli imprenditori di Confcommercio, per portare alla Sua attenzione una oggettiva difficoltà per il settore dei PE. Il delivery e l’asporto saranno ancora protagonisti nel prossimo futuro, si spera per lungo tempo, a costituire non solo un ammortizzatore economico o sociale ai bisogni in caso di nuovo lockdown, ma come una vera e propria realtà produttiva avanzata, un nuovo servizio alla collettività per ulteriori bisogni, prima sottovalutati”.

“Seppur tutti noi, si auspichi una prossima serenità seppur rigorosa, abbiamo il dovere di vedere il futuro con una prospettiva di impresa efficiente e competitiva. Il continuo aggiornamento ai dispositivi, il ritorno in autunno agli spazi ridotti recuperati in esterno durante il periodo estivo, dovrà trovare le imprese preparate sia progettualmente che finanziariamente, pertanto Le chiedo di voler cogliere questa riflessione come uno tra i tanti spunti che arrivano nei suoi uffici dalla quotidianità”.

“La somministrazione se consumata in loco è da considerare come una prestazione di servizi ed è sottoposta all’aliquota agevolata del 10%. L’asporto e/o la consegna a domicilio sono assimilati alla ‘cessione di beni’ e scontano l’aliquota della singola tipologia di bene alimentare. Ad esempio una bibita col 22% mentre un frutto il 4%. La vendita del piatto pronto sconta l’aliquota del 22%”.

“Voglia accogliere l’istanza di ridurre quest’ultima al 10% equiparandola a quelle applicata durante il servizio in loco”.

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