Oggi incontro in Prefettura come prevede l’ultimo DPCM del Governo
“Pochi giorni fa , nel confronto con il governo abbiamo ridotto il numero delle attività essenziali.Abbiamo cambiato l’elenco che era uscito domenica sera. È un risultato importante, perché abbiamo ridotto il numero di persone che dovrà andare a lavorare e abbiamo chiarito quelli che sono i settori essenziali e non, e le produzioni che invece, in questo momento, è utile sospendere per la salute e la sicurezza di tutti”. “Tutti quelli che dovranno andare a lavorare nella sanità, nell’agroalimentare, nel commercio, nei trasporti, e anche in alcune attività industriali essenziali devono poter lavorare in sicurezza. Sarà nostro impegno non lasciare solo nessun lavoratore e far applicare il protocollo in tutti i posti di lavoro”. Vigileremo e denunceremo alle Autorità preposte – come abbiamo già fatto nelle scorse settimane – tutte le situazioni diverse dal rispetto del Protocollo sulla Sicurezza.

Inoltre, i Prefetti in ogni territorio oggi hanno anche l’obbligo di informare e di coinvolgere le Organizzazioni Sindacali per verificare che tutto questo sia applicato.
Il nostro obbiettivo è rimettere al centro la salute e la sicurezza di tutti. Perché è necessario che la paura legittima di milioni di lavoratori che oggi giorni c’è non si trasformi in rabbia, e perché questo avvenga abbiamo bisogno che nessuno si senta da solo. Il nostro ruolo sindacale è applicare il protocollo sulla sicurezza, ma essere anche in grado di dire che il paese uscirà da questa crisi se si rimette al centro il lavoro, la sicurezza e soprattutto se tutti insieme proviamo a fare questa battaglia.
Così come prevede l’ultimo DPCM anche in prefettura a Savona – ne abbiamo avuto riscontro oggi pomeriggio nell’incontro tra Associazioni Datoriali e Sindacati Confederali in Prefettura – In questi pochissimi giorni sono arrivate da parte delle aziende locali, centinaia di richieste per avere la deroga a ciò che prevedere il decreto “Chiudi Italia” in modo da continuare la produzione o l’erogazione di servizi,facendo appello ad una qualche continuità di filiera con i codici Ateco definiti essenziali dal Decreto stesso.
Abbiamo sostenuto come Sindacato che deve essere garantita la salute di tutti i lavoratori prima di ogni altra cosa , devono essere sospese tutte le produzioni non essenziali e ci devono essere molti più controlli sul rispetto delle norme relative alla sicurezza anti covid-19 . Inoltre abbiamo chiesto al Prefetto di avere i nominativi delle imprese che hanno fatto la comunicazione di proseguire le attività per capire quali sono i settori interessati , se sono imprese che svolgono attività essenziali e soprattutto se sono imprese che stanno mettendo in atto tutte le misure di sicurezza anti covid-19 .
Continuiamo a pensare che in questo momento sia più importante la salute rispetto alla produzione . Chi pensa prima al profitto oggi dovrebbe provare vergogna di fronte all’emergenza sanitaria che il paese sta attraversando




