Cultura e Spettacoli

Gli Stadio al Premio Tenco 2019: “Per noi l’Ariston è come casa”

L’inviata di radio 104 Savona Sound, durante il Premio Tenco 2019, ha intervistato gli Stadio.

Stadio Mobile Live 4.0 com’è andato questo tour?”

Bene, è andato molto bene, abbiamo avuto un riscontro veramente positivo riproponendo un album che ha fatto la storia nella nostra discografia, è stato il live più venduto“.

Vi siete divertiti?

Noi ci divertiamo sempre alla grande, abbiamo di bello quello: noi non saliamo sul palco se non ci divertiamo. Credo – spiega gaetano, cantante degli Stadio – sia nell’animo dei gruppi quello di divertirsi, noi saliamo sul palco perché abbiamo delle canzoni da far sentire che sono le storie della nostra vita e quando questo meccanismo fra le nostre canzoni ed il pubblico che le ascolta diventa così magico come quello che è successo questa estate, che riaffiorava nella memoria delle persone che avevano già visto il concerto 25 anni prima tutte le emozioni di quel tempo e si moltiplicava con le persone che non l’avevano mai visto e gli veniva raccontato. Tutto questo meccanismo si moltiplicava e veniva fuori un’emozione pazzesca”.

Questa sera ci fate divertire pure sul palco dell’Ariston?

Certamente, per noi l’Ariston è casa poi quando arrivavamo ultimi era casa perché “guarda te questo posto” un po’ rammaricati, ma quando lo abbiamo vinto è diventato ancora più casa e adesso siamo venuti al Premio Tenco. Adesso ci stabiliremo qua“.

Gaetano, tu in conferenza stampa hai detto una cosa molto bella, cosa ne pensate anche voi, non è mica stata una brutta scelta quella di fare aprire il Tenco con Lontano Lontano ad Achille Lauro

Secondo me è stata geniale, l’appoggiamo tutti“.

Voi che avete attraversato 40 anni di musica, in questo momento in quale periodo storico del cantautorato stiamo vivendo secondo voi?

Stiamo vivendo un periodo storico di trasformazione positiva – spiega Gaetano – perché sta tornando ad avere valore una parola pesante, una parola che si muove con le emozioni ed il cuore della gente. Lauro è un ragazzo che ha l’epidermide, uno che ascolta bene la temperatura di quello che ha intorno la fa sua e la butta fuori come i grandi cantautori; poi si atteggia, però tutto nell’ottica della canzone d’autore. Io dalla prima volta che l’ho visto, l’ho detto anche all’interessato, a Vasco, a me dà qualche volta l’emozione di sentire lui, adesso senza fare paragoni perché di Vasco ce n’è uno solo però ha quell’atteggiamento quando sale sul palco e quando ti guarda negli occhi. Lauro è venuto per conoscerci a Bologna poco dopo il Festival di Sanremo, io pensavo lui volesse intortarmi per fargli conoscere Vasco, perché spesso capita, invece lui voleva conoscere gli stadio perché lui era legato alla nostra musica, veniva con il fratello a sentirci. Quando io canto “Allo stadio” mi viene da cantarla alla Achille Lauro perché lui è molto colto dal punto di vista delle conoscenze musicali e quindi meritava di aprire il Tenco“.

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