In ricordo di Rosa Lupi Badano

Varazze. Mamma esemplare e maestra di vita la nostra cara Rosa; grazie alla sua determinazione e visione, la comunità varazzina vanta oggi la presenza in Città di “Danzastudio Varazze“, una scuola di Danza dove tante giovani leve si sono formate e hanno imparato a condividere oneri ed onori, sacrifici e soddisfazioni, tutti insieme, con il sempre presente e confortevole abbraccio dei loro insegnanti e di Giovanna Badano.

«Nel bailamme dell’estate 2019 a Varazze, molti fatti sono stati inghiottiti dalla kermesse balneare, con i suoi rumori, le feste, ecc, ma alcuni di essi, purtroppo ferali, ed evidenziati da una forte partecipazione popolare, si sono particolarmente imposti alla nostra attenzione, per l’importanza umana e sociale che hanno intessuto vite meritorie di sinceri e cari ricordi.

Una di queste riguarda Rosa Lupi, scomparsa in questo afoso agosto, portando con se un passato di operose attività, quale, ad esempio l’Associazione Sportiva Dilettantistica “Danzastudio Varazze“, dove generazioni di giovani hanno fatto i primi passi dell’educazione tersicorea e anche civile.

La storia ha inizio negli anni ’70, allorché la falegnameria di Giuseppe Badano, in via Aspera, a Varazze, fu trasformata dallo stesso abile artigiano, marito di Rosa, in una palestra di danza, su invito e sollecitazione di Anne Lizzie Moller Jackobsen, un’insegnante danese del metodo “Bournonville“, che attirò la simpatia e il consenso di numerose famiglie, le quali avviarono alla danza la proprie figlie, per aggraziarne il comportamento e lo sviluppo armonioso del fisico.

Purtroppo la Moller fu colpita da una grave malattia e in breve tempo morì, lasciando la scuola priva di una competente continuità. Fortunatamente, nella scuola stava emergendo sempre più Giovanna Badano, la figlia di Rosa, allora sedicenne, già con un bagaglio di studio e di pratica che ne faceva un’insegnante più che in pectore, ma che, data l’età, non ne poteva assumere giuridicamente la direzione.

Furono momenti di sconforto, quelli; tentennamenti sul come affrontare il futuro di una scuola che aveva già portato ottimi risultati; cosa si poteva fare? “Ci penso io, andiamo avanti“, disse mamma Rosa, donna abituata a tirarsi su le maniche “senza tanti ma e tanti se” per affrontare la vita, impiegata precedentemente nella tipografia degli zii Domenico ed Emesto Botta e poi cassiera del Margherita, sempre degli zii, il famoso dancing-bar, fiore all’occhiello della Varazze turistica.

Rosa si intestò la scuola e, conscia delle qualità della figlia Giovanna e della sua crescente maturità professionale, ne permise così la sopravvivenza e la promozione a livello nazionale e internazionale.

Se oggi Varazze può giustamente vantare di avere una delle migliori scuole di Danza a livello nazionale, lo si deve all’intraprendenza di Rosa Lupi, questa piccola, grande donna che ha spinto la sua sopravvivenza e continuità, consegnandone poi il bastone direttivo alla figlia Giovanna, ormai una vera “etoile“, che ne ha consolidato la forza e la qualità, sempre con al fianco questa sua mamma speciale.

Quanti risultati da allora! Quante affermazioni, stage e soddisfazioni.

Non potevamo lasciar correre la scomparsa di Rosa Lupi, senza rimarcarne le tracce di una vita intensa e ricca di risultati, che continuano nel tempo e nello spazio. Un ricordo doveroso e anche affettuoso per lei, per il marito Giuseppe, una coppia braccio e mente, stadio di partenza di tanti luminosi traguardi per il “missileGiovanna

Grazie Rosa per il l’esempio di vita che ci hai offerto; ti rinnoviamo un sentito “buon viaggio” e, nel porgere le condoglianze, confermiamo la nostra affettuosa vicinanza a Giuseppe, Giovanna, Luigi e Luca Cerati.

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