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Olocausto italiano, la Lega vota a favore della revoca dell’onorificenza della Repubblica al dittatore comunista jugoslavo Tito

“Oltre ventimila vittime uccise e infoibate, tra cui bambini, donne e preti, colpevoli solo di essere italiani. Circa 350mila esuli dai territori istriano-giuliano-dalmati costretti a fuggire dalle loro terre. Un’orribile pulizia etnica, con  stupri e torture. Giusto togliere l’onorificenza della Repubblica al ‘macellaio’ Tito, che alla guida dei partigiani comunisti fu il responsabile dell’Olocausto italiano”.
Lo ha dichiarato oggi il consigliere regionale Alessandro Puggioni, che insieme agli altri colleghi leghisti stamane ha votato a favore della mozione con cui si sono impegnati il presidente e la giunta ligure ad attivarsi nei confronti del Governo affinché sia modificata la legge del 3 marzo 1951 per consentire, finalmente, la revoca dei titoli di merito della Repubblica anche a persone già decedute, come il dittatore jugoslavo Josip Broz Tito.
“Dopo tanti anni – ha aggiunto Puggioni – è stata istituita la Giornata del Ricordo, ma fino alla fine del secolo scorso questa pagina ‘rosso-sangue’ è stata tenuta nascosta perché chiunque si permetteva di ricordare gli orrori dei partigiani titini e di prendere le difese dei nostri connazionali, vittime delle foibe ed esuli istriano-giuliano-dalmati, veniva ingiustamente additato di essere un fascista. Una vergogna. Per fortuna oggi cancellata dal buonsenso, dalla verità storica e da una legge dello Stato”.
“Questa pagina tragica e buia della nostra storia – ha aggiunto il capogruppo regionale Franco Senarega – è venuta alla luce dopo che per tanti anni è stata accantonata in un angolo per ragioni politiche.
Si è aspettato troppo tempo per rendere un po’ di giustizia ai nostri connazionali istriano-giuliano-dalmati, vittime prima del regime comunista titino e poi, a dir poco, dell’indifferenza dello Stato italiano.
Ringrazio il deputato leghista Massimiliano Panizzut, che lo scorso maggio ha depositato una proposta di legge per modificare la norma del 1951 e quindi revocare l’onorificenza di Cavaliere di Gran croce (con l’aggiunta del Gran cordone, il più alto riconoscimento del nostro Paese) erroneamente concessa al dittatore comunista Tito”.

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