Vado Ligure. Primo step positivo per le autorizzazioni che l’agenzia nazionale per la sicurezza delle ferrovie esprime in merito alla messa in esercizio del nuovo locomotore Traxx E 494 in produzione presso lo stabilimento Bombardier di Vado Ligure. Quaranta gli esemplari cui stanno lavorando le maestranze del sito per conto di Mercitalia, la società del gruppo Ferrovie dello Stato che si occupa dei trasporti cargo. Entro il prossimo marzo i primi locomotori di questa serie potranno c circolare sulla rete nazionale. “E’ una buona notizia – ha commentato il segretario della Fiom – Cgil di Savona Andrea Mandraccia – anche perché fuga una serie di preoccupazioni che avevamo circa problemi che la multinazionale canadese avrebbe avuto in questi ultimi mesi nelle consegne come da contratti di commessa”. Ora la partita si dovrà giocare sul nuovo piano industriale del gruppo Ferrovie che è atteso per i prossimi mesi, quando dovrebbe definirsi anche la vicenda dell’ingresso delle stesse ferrovie in Alitalia. Per ora, infatti, nessuna nuovo convocazione è arrivata per sindacati, istituzioni e azienda al tavolo presso il ministero dello sviluppo economico.
La speranza principale per poter dare fiato e nuovo lavoro al sito vadese resta quella del potenziamento dell’alta velocità. Con Hitachi infatti dovrebbero essere realizzati 14 nuovi convogli Zefiro 1000, e dovrebbe anche aprirsi uno spiraglio riguardo ad una commessa per ulteriori 36. Tutto questo,s e andasse in porto anche solo in parte porterebbe a Vado almeno 2 anni di lavoro. Poi c’è la partita per le future gare per le forniture di treni regionali. Venerdì scorso si è appreso del cambio ai vertici di Bombardier in Canada.
Il nuovo presidente mondiale è un italo canadese, Danny Di Perna che ora i sindacati intendono incontrare per capire se rispetto allo stabilimento di Vado ha piani diversi e di potenziamento rispetto a quelli del più recente passato. Sul tappeto però restano anche i 5 mila esuberi di cui 3700 nell’aerospace e 1300 nel settore ferroviario che le rappresentanze dei lavoratori temono possano toccare anche il sito di Vado Ligure. “Chiederemo ancora una volta con forza – ha commentato Mandraccia – che tutto il materiale per il mercato italiano venga prodotto a Vado, dalle Dc 3 che attualmente stiamo costruendo alle macchine multisistema che nelle intenzioni dell’azienda dovrebbero essere prodotte dagli stabilimenti del nord Europa e in particolare da quello di Kassel in Germania”.





