Attualità Finale Ligure

Finale Ligure, assegnato ad una società genovese Castello Vuillermin

Finale Ligure.  Castello Vuillermin è stato assegnato per un milione e duecentomila euro ad una società genovese dopo che, passato, l’edificio era stato assegnato ad una società romana che non aveva mai concretizzato alcun progetto di rilancio.
L’importanza storico-culturale del castello è notevole e il caratteristico stile eclettico che comprende richiami arabi con innesti medioevali, porta con se un messaggio religioso intimamente legato al suo costruttore Vuillermin.
 Per questo la Direzione Regionale dei Beni Culturali della Liguria citando l’art.9 della nostra Costituzione :”La Repubblica tutela il paesaggio e il patrimonio storico e artistico della Nazione”,con il Decreto del 5/10/2009 ,ha vincolato il “Castello” come “immobile che riveste un particolare interesse artistico e storico”. In particolare l’art. 10 di questo Decreto recita: “gli immobili di particolare  interesse a causa dei loro riferimenti con la storia politica e l’identità collettiva, non possono essere deteriorasti o adibilti ad usi non compatibili con il loro carattere storico-artistico, oppure essere modificati in modo tale da recare pregiudizio alla loro conservazione e tutti gli interventi saranno soggetti ad autorizzazione preventiva da parte del Ministero competente”.
L’edificio in oggetto è composto da un corpo centrale e una grande torre rivestita in “Pietra di Finale” e  mattoni rossi. Circondato da una cinta muraria con quattro torri d’angolo, le finestre e le vetrate hanno molti simboli cristiani disegnati personalmente da Vuillermin che voleva in questo modo esprimere le sue convinzioni religiose.
Siccome la costruzione finalese è dello stesso stile del castello genovese D’Albertis (esempio magnifico di architettura neo-gotica,oggi “casa-museo tra le più importanti del capoluogo ligure), l’edificio potrebbe essere restaurato utilizzando i contributi europei come avvenuto per il recupero di altri castelli storici in Italia e  non avrebbe senso riproporre (come nel progetto dei vecchi proprietari) la realizzazione di 12 appartamenti,stante la situazione dell’attuale mercato  immobiliare.
Negli ultimi anni la situazione è cambiata e una struttura unitaria turistico-culturale, con una sinergia tra pubblico e privato, aiutata dai FESR( Fondi Europei di Sviluppo Regionale), potrebbe garantire la salvaguardia del bene.
Ad esempio, si potrebbe pensare alla riapertura della “Sala del Mare”(comprendente le gloriose memorie della Marineria finalese) che da tanti anni giace nascosta nei magazzini comunali. Certamente possono scaturire tante altre nuove idee, partendo dal presupposto che la valorizzazione dei Beni culturali, in equilibrio con le strutture turistico-ricettive, secondo i Verdi rientri nei progetti di un’economia sostenibile”.

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