Sanremo. Baglioni batte Conti. Lo si è scritto e riscritto, detto e ridetto. Per tre anni è stato Conti a battere se stesso e quasi non c’era nemmeno più gusto ma tant’è. Il Festival riparte dagli oltre 11milioni di telespettatori ed uno share del 52% che farebbe invidia a partiti, partitini, coalizioni e alleanze. E’ la prima serata dei 10+4 ossia dell’esibizione di 4 giovani proposte contestuale alla gara dei big che scendono in campo in due tornate per completarsi domani sera con gli altri dieci insieme alle ultime quattro proposte.
Si parte con un pianoforte in mezzo al palco e un divertissement che non diverte nessuno: Biancaneve con Baglioni che fa il pozzo cantando con la vocina da cartone animato, La Hunziker che fa gli acuti e Pierfrancesco Favino che entra ed esce dalle quinte come fanno i sacrestani durante Messa. C’è meno tensione e la serata parte di slancio con un buon ritmo ed una fluidità che compensa della pesantenzza del debutto di ieri. Ecco i giovani: comincia Lorenzo Baglioni (non è parente) che fa lezione di grammatica spiegando in musica e canzone con l’ausilio di un coro di amici il congiuntivo (titolo della canzone) e il suo uso: da riproporre a scuola e nelle redazioni giornalsitiche. Giulia Casieri canta “Come stai”; Mirkoeilcane in “Stiamo tutti bene” racconta l’odissea dei migranti: canzone tecnicamente difficile, poco orecchiabile. Chiude la mano Alice Caioli. La classifica di gradimento, in attesa degli altri quattro, premia proprio la Caioli. Ultimo Mirkoeilcane.
Parte la gara dei big con Le Vibrazioni e Nina Zilli, “Il Volo”, primo ospite della serata lega il 1968 ai 50 anni di “Canzone per te” di Sergio Endrigo e al mezzosecolo del debutto televisivo sanremese di Pippo Baudo. Ancora Diodato con Roy Paci e quindi ecco l’arrivo di sua Maestà Re Pippo. Standing ovation, cori, tanto affetto e un’emozione che fa vibrare il cuore. Pippo si sbrana il palco ha la gestualità dei tempi migliori. E’ come se comandasse ancora lui. Ricorda la sua storia legata a quella del Festival: “Noi ci siamo conosciuti nel lontano 1958. Allora mio padre ha ceduto alle insistente di mia madre, ha comprato un televisore e ho assistito al Festival di Sanremo. Sono rimasto colpito perché improvvisamente è arrivato un cantante enorme, bellissimo, che diceva ‘volare, nel blu dipinto di blu’. Detengo il record di ascolto con il 74% per la finale” E’ immenso. Ricorda le tante voci che ha lanciato, i tanti “li ho inventati io”: Giorgia, Eros Ramazzotti, Laura Pausini e saluta la sua Militello. Infine, lancia Elio e le Storie Tese che ha inventato lui, neanche a dirlo.
La gara prosegue con Ornella Vanoni con Bungaro e Pacifico, Red Canzian, Ron e Renzo Rubino lanciato sul palco dal sorteggio in sostituzione della coppia Ermal Meta-Fabrizio Moro momentaneamente sospesi “in attesa di approfondimenti” in corso sulla vicenda della presunta violazione del regolamento del Festival da parte della canzone”. Infatti la melodia della loro canzone “Non ci fate male” ricorda, forse troppo, nel ritornello un altro brano proposto al Festival un paio di anni fa, opera dello stesso autore e non ammesso. Canteranno comunque giovedì sera. Sting è l’altro pezzo pregiato della serata. Canta la versione italiana di “Mad about you” e in coppia con Shaggy il nuovo pezzo “Don’t macke me wait”. La ridda di ospiti si conclude con le performance di Biagio Antonacci che duetta con Baglioni in “Mille giorni di me e di te”, del Mago Forest, Franca Leosini e Roberto Vecchioni, un altro che sbanco’ l’Ariston qualche anno fa. Anche lui come Pippo fa parte della mitologia del Festival.





