Politica

La caduta del muro di Berlino vista da Vaccarezza ventotto anni dopo

Genova. Nel ventottesimo anniversario dalla caduta del muro di Berlino il 9 novembre 1989, il capogruppo di Forza Italia in consiglio regionale Angelo Vaccarezza, fa un’analisi di quanto accadde in quei giorni e ripercorre le tappe storiche che portarono a quell’evento citando anche un discorso che tenne l’allora presidente Usa Ronald Regan in visita a Berlino Ovest due anni prima. Discorso con il quale chiedeva a Gorbaciov allora segretario del Pcus dell’Urss di abbattere quel muro se davvero avesse amato la democrazia. Racconta Vaccarezza:
“Oggi non è solo Giovedì. Oggi non è solo il 9 di novembre. Oggi è una data fondamentale per la storia contemporanea. Nel 1989, il muro di Berlino il simbolo per eccellenza della Guerra Fredda cadeva, iniziando coì il processo di unificazione che porterà alla nascita della Germania unita nel 1990, segnando la fine di quel regime totalitario che aveva soggiogato ed oppresso migliaia di persone dal 1961, anno della sua edificazione.
Guardo i filmati di repertorio di quella notte, e scorgo volti stanchi, tesi ma felici, occhi tristi ma con una luce in fondo di chi respira davvero per la prima volta, a pieni polmoni, l’aria di una vita troppo spesso negata. I muri sono il simbolo di qualcosa che divide un essere umano dall’altro, scindendone anche i più profondi valori. Un muro è un sistema che rifiuta la logica di qualsiasi altro sistema. A volte anche in maniera violenta.
E il Muro di Berlino è stato l’esempio più limpido di questa teoria Perché le vittime di un regime, non sono solo quelle che hanno perso la vita, sono anche quelle che hanno vissuto nel terrore, nella paura che ne ha paralizzato vita, gesti quotidiani, sogni, aspirazioni. Far vivere le persone privandole dei loro più elementari diritti, renderle assoggettate con un regime totalitario, assolutista come quello che il comunismo è stato: questo il concetto contro il quale ci dobbiamo battere ogni giorno.
Dobbiamo impegnarci affinchè questa data non diventi soltanto un numero nel tempo, ma venga ricordato da noi, dai nostri figli, dalle generazioni future che da questa storia ne trarranno gli uno gli insegnamenti necessari a vivere e battersi sempre per quello in cui crederanno: non esiste muro in grado di non essere abbattuto, non esiste uomo che non meriti di vivere nella più piena e totale libertà.
“Segretario generale Gorbačëv, se cerca la pace, se cerca la prosperità per l’Unione Sovietica e per l’Europa orientale, se cerca liberalizzazione, venga qui a questa porta. Signor Gorbačëv apra questa porta.
Signor Gorbačëv, Signor Gorbačëv, abbatta questo muro! »
Ronald Reagan, Berlino, 12 Giugno,1987#ilventoècambiato<https://www.facebook.com/hashtag/ilvento%C3%A8cambiato?source=feed_text&story_id=1767220226645242>”

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