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"Al Santa Corona manca la cannabis per uso terapeutico"

Pietra Ligure. La cannabis per uso terapeutico. Un’importante sperimentazione che da anni vede impegnato il responsabile del centro di terapia del dolore dell’ospedale Santa Corona di Pietra Ligure Marco Bertolotto e che sta dando buoni risultati sopratutto nel trattamento dei dolori reumatici e di varia altra natura. Ora però i quantitativi disponibili di questa sostanza sono venuti almeno temporaneamente a mancare (ci sono da seguire passaggi burocratici attraverso i ministeri della salute e della Difesa che, per legge, sono gli unici in Italia a poter disporre di un prodotto il cui impiego, diversamente è proibito dalla legge). Spiega Bertolotto: “In base alle indicazioni del ministero della Salute cui si rivolgono i vari centri del trattamento del dolore in Italia il ministero della difesa fa preparare la cannabis importata dall’Olanda presso il laboratorio farmaceutico militare di Firenze. Di qui la sostanza raggiunge i centri sul territorio che la trasformano in farmaco di tipo galenico utilizzando come base dell’olio di oliva e viene assunta poi dai malati sotto forma di gocce.
Il problema sta nei numeri. Per tutta l’Italia sarebbe  previsto un quantitativo di cannabis per uso terapeutico pari a 100 kg. Ma il fabbisogno è tale che ne servirebbe un quantitativo notevolmente superiore, almeno 400  – 500 kg”. Commenta ancora Marco Bertolotto: “A fronte di ottimi risultati ottenuti nel trattamento del dolore con la cannabis sui 700 – 800 pazienti che provengono da tutta la Liguria dove esistono soltanto due centri, il mio e quello della Asl 4 del Chiavarese che segue solo i pazienti di quel bacino, oggi non abbiamo a disposizione per nulla di questa preziosa sostanza. Nei vari passaggi tra ministeri si è fatta evidentemente confusione sui numeri e in Olanda è stato richiesto un quantitativo assai più basso rispetto a quello necessario. Morale della favola, non solo i nostri pazienti ma anche quelli di altri centri in tutta Italia da una situazione di vita accettabile  utilizzando questo rimedio sono tornati a soffrire con i loro dolori quotidiani”.
Prosegue Bertolotto: “A livello nazionale sono un pò un riferimento per i pazienti e mi scrivono mail anche da altre regioni chiedendomi cosa possano fare per ovviare al problema della scarsità di cannabis. Forse nei prossimi giorni arriverà un piccolo quantitativo di sostanza che però non è perfettamente sovrapponibile a quella che solitamente la maggior parte dei pazienti assume. Per quella si dovrà attendere il prossimo novembre”.
Bertolotto però fa anche un’analisi più dettagliata della situazione: “Di questa problematica ho parlato personalmente con il ministro Lorenzin e con il ministro della difesa Pinotti. Non mi pare però che da parte del governo ci sia una sensibilità marcata  su queste tematiche e anzi c’è un freno anche dalle farmaceutiche che, sebbene comincino a valutare l’ipotesi di produrre farmaci di questo tipo non riescono ancora a vedervi un mercato”. Bertolotto aggiunge: “Paesi come Israele impiegano 400 kg di cannabis  al mese per la terapia del dolore, in Canada se ne producono 9 tonnellate l’anno. Non capisco perché solo noi in Italia non si possa fare di più. Nei prossimi giorni sarò a Francoforte dove prenderò parte ad un importante congresso mondiale di farmacologia e farò nuovamente presente questo problema, ma la speranza di poterlo risolvere non è francamente infinita”.
 

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