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Targa per Giuseppina Ghersi, alla cerimonia anche Ciangherotti

Noli. Zone d’ombra, eccessi e aberrazioni, come ha anche ammesso Giorgio Napolitano, sono gli orrori della Resistenza. Non si tratta di riscrivere la storia o fare revisioni politiche: solo affermare la verità. Nella guerra civile, c’erano sia comunisti che fascisti lottavano per la bandiera di due dittature, differenti solo per il colore: una era rossa, l’altra nera. Ciò che invece li accomunava era l’ideologia autoritaria, con fanatismi opposti, simili seppur contrari. Erano in contrasto tra loro, ma avevano un nemico comune: le forze che lottavano per la libertà e la democrazia. In questa morsa della vita, in questa tragedia è ingiustamente è caduta Giuseppina Ghersi, la ragazzina di Savona violentata e uccisa da tre partigiani. Un’eredità pesante, che ancora oggi si vorrebbe tenere nascosta per in nome di una disumana complicità. Noi siamo qui oggi, a Noli, in piazza Rosselli, per ricordarla e per rendere onore a una bambina e alla sua memoria.
Eraldo Ciangherotti, consigliere provinciale di Forza Italia

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