Vado Ligure. Il piano di riconversione industriale delle aree della centrale Tirreno Power, ma soprattutto le operazioni di demolizione della ciminiera di levante costruita nel lontano 1970 sono sotto osservazione della lista di opposizione in consiglio comunale “Vado di Tutti”.
A seguito della conferenza stampa di qualche settimana fa quando fu annunciato che sarebbero stati avviati a breve i lavori di demolizione e che una trentina di gruppi e aziende avrebbero manifestato interesse a insediarsi sui 4 – 5 lotti disponibili nel sito di Vado Ligure – Quiliano, il capogruppo Pietro Bovero e il suo collega Angelo Lestinge hanno presentato al sindaco Monica Giuliano una interrogazione che l’assemblea cittadina discuterà domani.
Particolare attenzione viene riservata alla ciminiera, alta 200 metri e che vedrà un programma di demolizione di 2 metri di materiale al giorno. I lavori dovrebbero essere completati in 12 mesi per 2 milioni di euro di spesa. Bovero e Lestinge si chiedono: “L’amministrazione comunale è stata informata di questa operazione? E se lo è stata ha emesso una sua valutazione per i lavori che dovranno essere eseguiti? Se gli spazi sotto la ciminiera potrebbero essere destinati ad area commerciale. Si è proceduto a un cambio di destinazione d’uso?”.
I due esponenti dell’opposizione poi si chiedono: “Perché i sindacati lamentano di non essere stati consultati sia per questo progetto sia per il piano di riconversione di cui poco sanno?”.
E ancora: “I vertici di Tirreno qualche settimana fa hanno detto che entro 2 anni con le nuove attività sulle aree della ex centrale a carbone potrebbero trovare occupazione 100 ex lavoratori del gruppo. Ci rendiamo conto però che a Vado abbiamo almeno 2 mila disoccupati da sistemare? Due anni non è un tempo eccessivo per reintegrare almeno chi già un posto di lavoro lo aveva?”.





