Alassio

Domani la finale del premio Alassio 100 Libri

Alassio. Proseguono gli incontri con i finalisti della edizione 2017 del Premio Alassio 100 Libri – Un Autore per l’Europa, iniziativa organizzata e promossa dall’Assessorato alla Cultura del Comune di Alassio, con l’adesione del Presidente della Repubblica e il patrocinio della Presidenza del Consiglio dei Ministri, del Ministero per i Beni e le Attività Culturali, il Ministero degli Affari Esteri e la Regione Liguria.
Domani, nei giardini del Palazzo Comunale, sarà presente lo scrittore finalista della 23esima edizione Mauro Covacich, che presenterà il suo “La Città Interiore” (ed. La nave di Teseo), intervistato dal prof. Franco Gallea. “Anche quest’anno, come ogni estate, il Premio internazionale Un Autore per l’Europa porta nella nostra Città i nomi più illustri e apprezzati del panorama letterario nazionale: sarà un onore e un piacere poter ospitare Mauro Covacich e ascoltare dal vivo la presentazione della sua ultima opera”, dichiara Monica Zioni, Vice Sindaco di Alassio con delega alla Cultura.
In caso di maltempo, l’incontro si svolgerà nell’Auditorium “Roberto Baldassarre” al quarto piano della Biblioteca Civica in Piazza Airaldi e Durante n. 7, locale dotato di aria condizionata.
L’AUTORE
Mauro Covacich è nato a Trieste nel 1965. Ha scritto diversi libri di narrativa, tra cui: Anomalie (Mondadori 1998, Bompiani 2015), L’amore contro (Mondadori 2001, Einaudi 2009), A perdifiato (Mondadori 2003, Einaudi 2005), Fiona (Einaudi 2005 e 2011), Trieste sottosopra (Laterza 2006), Prima di sparire (Einaudi 2008 e 2010), A nome tuo (Einaudi 2011), L’esperimento (Einaudi 2013), La sposa (Bompiani 2014).
IL LIBRO
“Il bambino è diretto al Borgo Teresiano, vicino alla chiesa con la cupola blu, vicino al Canale, vicino alle bancarelle di Ponterosso. Sa dov’è. A sette anni si muove in città come un migratore lungo le rotte celesti. Non conosce i nomi delle vie, segue riferimenti emotivi, talvolta geometrici, i colori delle insegne, le fughe di luce verso la marina, i volumi dei pieni e dei vuoti tra i palazzi, le chiome degli alberi. Ha una bussola interna, l’infallibile magnetismo di un uccellino cresciuto per strada.”
È il 4 aprile 1945. Quel bambino sta trasportando una sedia tra le macerie della città liberata dai nazifascisti ed è diretto al comando alleato, dove lo attende suo padre – dal cognome vagamente sospetto, Covacich – sottoposto a un interrogatorio. E quella sedia potrebbe scagionarlo.
Sempre Trieste, 5 agosto 1972. I terroristi di Settembre Nero hanno fatto saltare due cisterne di petrolio. Un bambino, Mauro Covacich, tra le gambe di suo padre (il bambino che trascinava la sedia ventisette anni prima nella Trieste liberata), contemplando le colonne di fumo dalle alture carsiche sopra la città, chiede: “Papà, semo in guera?”
Mauro Covacich torna nella sua Trieste, con un libro dal ritmo incalzante, avventuroso romanzo della propria formazione, scritto con la precisione chirurgica di un analista di guerra e animato dalla curiosità di un reporter. La città interiore è la cartografia del cuore di uno scrittore inguaribilmente triestino; è il compiuto labirinto di una città, di un uomo, della Storia, che il lettore percorre con lo stesso senso di inquieta meraviglia che accompagnava quel bambino del 1945 e quello del 1972; un labirinto di deviazioni e ritorni inaspettati, da cui si esce con il desiderio di rientrarci.

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