I primi giornali sportivi nacquero in Italia. La svolta arrivò negli anni ’60 dell’Ottocento, quando il ministro De Sanctis introdusse l’educazione fisica nelle scuole: sorsero testate come “La palestra” o “La ginnastica” per diffondere la cultura dello sport. Il 2 Aprile del 1896, alla vigilia dei Giochi olimpici di Atene, esce a Milano “La Gazzetta dello sport”, il primo quotidiano sportivo nel senso moderno in Europa. La Gazzetta nacque dalla fusione di due precedenti testate: “La Tripletta” e “Il Ciclista”. Agli esordi il giornale ha periodicità bisettimanale (il lunedì e il venerdì) ed è stampato su carta verde chiaro; offre notizie e resoconti sui principali avvenimenti sportivi assicurando un’ampia copertura di tutte le discipline. Nei primi anni cambia spesso pelle: passa dalla carta verde a quella gialla nel 1897, bianca nel 1898 e, infine, rosa dal 2 gennaio 1899. I grandi quotidiani provano a rispondere allo straordinario successo con nuovi inserti: sulla Stampa compare il supplemento “La Stampa sportiva”, il “Corriere” invece pubblicava già da qualche anno “Il Ciclo”. Lo sport prediletto, ai tempi, era ancora il ciclismo, ma il calcio era già in ascesa: nel 1898 il primo Campionato italiano e nel 1910 la prima partita della Nazionale. L’entusiasmo è alla stelle, le vendite anche, e così dal 1913 la “Gazzetta” diventa quotidiano. Allora una legge vietava ai giornali di uscire tutti i giorni della settimana, e così la rosa trovò lo stratagemma di uscire la domenica con lo stesso formato ma teoricamente con un quotidiano diverso: “La Gazzetta sportiva”. Ancora oggi, la domenica ha, solo pro forma, questo titolo.
Il ventennio fascista consolida il successo dell’editoria sportiva, anche per l’impulso che il governo imprime, per ragioni nazionalistiche, alla pratica generalizzata dello sport. Ne fa uno strumento di propaganda. A Bologna nel 1924 compare il “Corriere dello sport”. Trasferito a Roma diventa “Il Littoriale”; sarà il secondo grande quotidiano sportivo in Italia. Nasce un’infinità di testate minori, la concorrenza e l’avvento delle radiocronache (1933) stimolano nuove idee. Una su tutte: le pagelle della partita sono un’invenzione del “Tempo” alla fine degli anni ’30. Nel frattempo ci furono le grandi imprese sportive della Nazionale di Meazza, la vittoria ai Mondiali del ’34 e del ’38, alle Olimpiadi del ’36.

Foto: www.gazzetta.it




