Cairo Montenotte. La notte del 25 novembre scorso una tremenda alluvione si abbatteva sul Basso Piemonte, sull’entroterra savonese e solo in parte sulle coste della Liguria. Gravi allagamenti a Cairo Montenotte, mentre il Bormida esondava in più punti, costringendo poi il Comune e i privati a settimane di lavori per tornare alla normalità. Una scena già vista molte volte negli ultimi anni in Liguria, che ormai convive quasi ogni anno con la paura delle alluvioni e della furia delle acque e degli smottamenti.
Proprio dall’esperienza umana e personale nasce la storia di Stopflood, una società tutta cairese che è diventata in breve tempo leader a livello nazionale per la costruzione e l’installazione di barriere automatiche anti-alluvione. «Stopflood – racconta Carlo Vaccari, ceo dell’azienda – è l’iniziativa imprenditoriale più recente ispirata dalle terribili alluvioni di Genova e La Spezia. Mio fratello Massimo e io, con la nostra holding Triciclo, insieme alla società ITEC engineering, abbiamo deciso di trovare delle soluzioni per proteggere persone e beni da disastri simili. Dopo due anni di ricerca, anche internazionale e di simulazioni in laboratorio è nato il primo prodotto. Oggi Stopflood ha al suo attivo 7 famiglie di prodotti e oltre 250 barriere installate».
Prima arrivano le installazioni nel capoluogo ligure, in un punto simbolico per le tragedie degli ultimi anni: via Fereggiano. Durante l’ultima grave alluvione del 2014 il super-market che ha da poco installato alcune barriere Stopflood è l’unico a non aver subìto danni. Nel novembre scorso, pochi giorni prima dell’alluvione sul Savonese, veniva installata una barriera di tipo “Lateral” a Pietra Ligure, a protezione di alcuni box sotto il livello della strada. Un investimento provvidenziale, che è stato “testato” dopo pochi giorni, quando il vento sferzava la costa e le piogge si abbattevano sulla regione.
Nel giro di pochi minuti, appena l’acqua ha raggiunto il sensore all’interno del pozzetto, la grande barriera di oltre 1,5 metri si è alzata automaticamente, respingendo l’acqua e il fango e sigillando la proprietà. Dal 2016 Stopflood è iscritta al Mercato Elettronico della Pubblica Amministrazione. «Vogliamo riuscire a proteggere il più possibile anche gli spazi pubblici – afferma Vaccari -. Pensiamo che non sia sostenibile, né in termini economici né sociali dover provvedere a costi eccessivi per arginare le emergenze, quando si può al contrario investire in prevenzione e sicurezza».





