Genova. Botta e risposta sopratutto nei confronti dei Cinque Stelle da parte del consigliere regionale e capogruppo di Forza Italia Angelo Vaccarezza che ha mal digerito la decisione di aprire il consiglio regionale di ieri e poi una volta terminati i lavori di chiuderlo in assenza di molti consiglieri che non hanno potuto raggiungere per tempo il parlamento regionale di via Fieschi, a causa dei numerosi incendi boschivi in giro per la Liguria che hanno contribuito a rallentare notevolmente il traffico veicolare su strade e autostrade. A questo proposito Vaccarezza ha scritto sia una nota indirizzata ad Alice Salvatore dei Cinque Stelle sia una mail ai capigruppo consiliari. Alla Salvatore Vaccarezza ha scritto:
“Non ho trovato corretto il comportamento dei colleghi che, vivendo a Genova non si sono posti il problema di chi genovese non è, in primi la collega Alice Salvatore che fin dal mattino ha preteso che il consiglio si svolgesse. Forse perche le interrogazioni del suo partito erano le più numerose?
Cara Alice, ti informo che la Liguria è una regione di 5416,21 chilometri quadrati, con 1.566.332 abitanti, 4 province e 235 comuni.
Non abitano tutti a Genova, la Liguria non si ferma dopo la tua città, va oltre la via in cui abiti.
Ci sono criticità ed esigenze, infrastrutture, opportunità di cui si occupano gli amministratori eletti in quei territori, che per applicare quelle regole di buon governo utilizzano, oltre naturalmente alle risorse economiche, intelligenza, buon senso, lungimiranza, rispetto. Cose che nei comportamenti di ieri sono state se non assenti quantomeno latitanti”. Nela mail ai capigruppo invece si legge:
“Cari colleghi, dopo quanto accaduto ieri ho ritenuto doveroso iniziare questa e-mail in maniera un po’ “alternativa”, spiegando il significato dell’espressione “cause di forza maggiore”dal momento che pare qualcuno ne abbia dimenticato il significato.
Sappiamo tutti cosa sta accadendo al nostro territorio nelle ultime ore: la nostra terra brucia, i disagi legati a questa tragedia sono stati e sono tantissimi.
Sono rimasto molto amareggiato quindi, nell’apprendere che, nonostante diversi componenti dell’assemblea del consiglio fossero davvero in difficoltà a raggiungere ViaFieschi (io stesso sono rimasto bloccato per più di tre ore ad Arenzano) il Consiglio sia stato aperto, sospeso, ripreso e concluso.
Molti di noi infatti, non abitano a Genova; viste le condizioni di strade e autostrade sarebbe stato un comportamento civile e sensato accordarsi per trovare un’altra soluzione.
Vedete, la questione non è certo legata al numero legale, ma a quello che ieri è stato messo da parte per puro puntiglio polemico, cioè il buon senso ed il rispetto.
Il buon senso di lasciare che gli amministratori delle varie province potessero stare sui territori e non “al caldo” come è stato detto; forse chi ha pronunciato questa frase crede che il lavoro di consigliere altro non sia che venire in regione tutti i giorni: non lo è. E anche parlare con le persone ascoltarne ragioni e problemi, anche nei momenti più difficili.
Il rispetto, verso chi ha delegato, votandolo, un consigliere regionale a rappresentarlo SEMPRE durante le sedute di consiglio.
Concludo comunicandoVi che relativamente alla questione in oggetto, chiederò un approfondimento nella prossima sede di Ufficio di Presidenza Integrato, dove peraltro il problema di andare incontro alle esigenze dei consiglieri “non genovesi” era già stata trattata e mai rispettata.
Se difficilmente disposto a tollerarlo in condizioni di normalità, non lo sono affatto dopo quanto accaduto ieri e da oggi in poi non lo sarò mai più”.







